La governatrice Stefania Proietti non aveva partecipato al voto. Dopo il voto è scoppiato un lungo applauso in Aula
L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare "Disposizioni per l'assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale". L'esito della votazione è stato accolto con un lungo applauso in Aula. La presidente Stefania Proietti non aveva partecipato al voto.
Associazione Luca Coscioni: "Scelta rispettosa dei diritti di chi soffre"
"Dall'Umbria arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre. Dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto, l'Umbria, la terra di Luca Coscioni, è la quinta Regione ad aver adottato la nostra legge Liberi Subito, volta a impedire il ripetersi di casi di persone che, come Laura Santi, hanno dovuto attendere anni in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile prima di poter fare valere il proprio diritto". Così Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente tesoriere e segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, commentano la legge umbra. "Siamo grati ai 4.801 cittadini umbri che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Umbria che hanno approvato il testo e soprattutto al coraggio di Laura Santi, che aveva trovato la forza per lanciare e guidare, insieme a Stefano Massoli, questa battaglia pubblica - precisa l'Associazione -. Mentre il Parlamento continua a infilare la testa sotto la sabbia, sono le Regioni che possono stabilire procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario - sottolineano Cappato e Gallo -. La legge garantisce la piena applicazione della sentenza 'Cappato-Antoniani' della Corte costituzionale, con cui è stato reso legale nel nostro Paese il 'suicidio assistito' a specifiche condizioni. Il nostro traguardo rimane ora l'estensione della legge 'Liberi Subito' a ogni Regione italiana dove, pur essendo l'aiuto medico alla morte volontaria già legale, mancano regole che definiscano le modalità di attuazione. Proseguiremo inoltre nel fare luce sui diritti di fine vita tramite il nostro Numero Bianco (06 9931 3409), fornendo informazioni e assistenza anche su disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative".
Pro Vita: "Legge inumana e incostituzionale"
Di segno opposto la replica dei Pro Vita & Famiglia. "Quella approvata dall'Umbria è una legge inumana, che colpisce i fragili e i sofferenti, ed è incostituzionale in quanto la Consulta si è già espressa in materia in Toscana e Sardegna, negando il "diritto" di fissare per legge i requisiti di accesso al suicidio assistito. Ecco perché è ora di dire basta a questo fantomatico "federalismo" sul suicidio assistito. Chiediamo che il Governo impugni immediatamente, proprio dinanzi alla Corte Costituzionale, ogni legge che legalizzi l'avvelenamento dei più vulnerabili. Per questo avvisiamo tutti: scenderemo in piazza Bra a Verona, sabato 31 ottobre, contro la similare legge approvata in Veneto, ed è solo l'inizio", ha scritto in una nota il presidente Antonio Brandi. "Come se oggi non fosse già una giornata triste per l'Umbria - aggiunge Brandi - la deriva ideologica della Regione guidata dal centrosinistra e da Stefania Proietti prevede anche una mozione all'OdG che verrà discussa con l'intento di impegnare la Giunta ad aderire alla rete RE.A.DY, un network di amministrazioni pubbliche che, dietro il paravento della lotta a ogni discriminazione, porta avanti l'agenda Lgbt, dai patrocini ai Pride fino alle campagne su identità di genere e "nuove famiglie". Attività che, attraverso i progetti promossi dagli enti aderenti, arrivano fin dentro le scuole, scavalcando i genitori e la loro libertà educativa e aprendo le porte all'indottrinamento gender dei minori", afferma.