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Scontri a Milano, TikTok: "Condanniamo violenza, abbiamo attivato task force"

Cronaca

"Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza - si legge nella dichiarazione ufficiale dell'azienda -, garantendo l'accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l'uso improprio della piattaforma"

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Ferma condanna a ogni forma di violenza. Dopo i disordini dello scorso finesettimana che hanno messo a ferro e fuoco il centro di Milano, TikTok comunica la propria disapprovazione e, con una dichiarazione ufficiale, specifica che non consente contenuti che incitano o promuovono attività criminali. “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza – si legge in una nota ufficiale - garantendo l'accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l'uso improprio della piattaforma. In risposta ai recenti disordini, abbiamo attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio".

Attività di moderazione

TikTok riferische che, "con l'evolversi della situazione, continuiamo la nostra attività di moderazione, rimuovendo i video, sospendendo le Live e bloccando gli account che violano le nostre regole. Finora, i tassi di violazione restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti. Stiamo inoltre collaborando con partner di fiducia, tra cui fact-checker indipendenti, per identificare le potenziali minacce emergenti". Per la società sono state introdotte "ulteriori misure di sicurezza, tra cui il blocco dei termini di ricerca che incitano alla violenza o ad attività criminali, la disattivazione del completamento automatico per le ricerche relative alle proteste e la limitazione dei suggerimenti di ricerca. Stiamo inoltre invitando gli utenti a consultare fonti affidabili e a utilizzare le Live in modo responsabile, limitando temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico".

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Il tam tam sui social

Secondo le indagini della polizia, i disordini del 17 e del 18 ottobre sono nati da gruppi disaggregati, senza una bandiera politica o un'ideologia definita. I video-esca su TikTok e i messaggi nelle chat hanno spinto moltissimi under 18, provenienti da contesti diversi, a convergere verso il centro di Milano (piazza Duomo, Galleria, San Babila) per compiere vandalismi, rubare e sfidare le forze dell'ordine. Molti dei ragazzi coinvolti hanno utilizzato le piattaforme in tempo reale per pubblicare foto e video con cartelli stradali divelti, pietre in mano o vetrine distrutte. I disordini sono diventati per molti uno "sfondo perfetto" per accumulare visualizzazioni e scattare foto di gruppo. Secondo le testimonianze e le ricostruzioni dei media, infatti, per molti ragazzi l'obiettivo primario era "esserci" per registrare contenuti.

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