La difesa dell'europarlamentare di Avs ha chiesto la nullità della sentenza di primo grado data l'assenza di una notifica regolare: quello che i legali lamentano è di non aver mai ricevuto un atto che desse conto del processo di primo grado e dunque della possibilità di difendersi
Ilaria Salis ha richiesto l'annullamento della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale del Lavoro di Milano che l'aveva condannata in contumacia a risarcire circa 300.000 euro a due suoi ex assistenti parlamentari, Valentina Dadda e François Gelmetti, per licenziamento senza giusta causa. La difesa dell’europarlamentare di Avs sostiene la nullità della sentenza a causa di una mancata notifica degli atti giudiziari.
La difesa
Quello che i legali lamentano è di non aver mai ricevuto un atto che desse conto del processo di primo grado e dunque della possibilità di difendersi. Si tratta di una questione preliminare - la presunta mancata regolarità nel precedente contraddittorio - che è stata discussa brevemente davanti alla giudice del lavoro di Milano, Silvia Marina Ravazzoni, che domani deciderà se accogliere la richiesta di nullità. Un verdetto che verrà trasmesso alle parti via pec. Se fosse respinta la questione il processo entrerebbe nel merito. "Sono serena per l'udienza, non rilascio dichiarazioni" aveva detto l'europarlamentare arrivando al Tribunale di Milano per l'udienza d’appello.