Stretta su e-bike, bicivelox e multe fino a 15mila euro in vari Comuni

Cronaca
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Diversi Comuni italiani si stanno dotando di strumenti per verificare la regolarità delle biciclette a pedalata assistita, con multe che possono arrivare fino a 15mila euro. È il caso ad esempio dei bici-velox, strumenti in grado di registrare la potenza dei mezzi e la velocità di utilizzo attraverso una pedana dotata di rulli

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Dopo i monopattini elettrici arrivano le regole anche per chi viaggia in e-bike. Diversi Comuni italiani si stanno dotando di strumenti per verificare la regolarità delle biciclette a pedalata assistita, con multe che possono arrivare fino a 15mila euro. È il caso ad esempio dei bici-velox, strumenti in grado di registrare la potenza dei mezzi e la velocità di utilizzo attraverso una pedana dotata di rulli. Per i trasgressori le multe vanno dai 5mila ai 15mila euro, oltre al sequestro del mezzo. "Riteniamo positivo incrementare i controlli, ma non possiamo non evidenziare un paradosso: si inasprisce la vigilanza contro le e-bike ma si consente il totale far west dei monopattini”, ha dichiarato il presidente Assoutenti, Gabriele Melluso.

Il boom delle bici elettriche in Italia

Secondo i dati di Assoutenti e della Federazione italiana ambiente e bicicletta, in Italia circolano oggi 1,8 milioni di e-bike, con una crescita del 50% negli ultimi 5 anni. Al boom dei nuovi mezzi si aggiunge anche la rapida diffusione di biciclette fuorilegge, che hanno subìto modifiche elettroniche e meccaniche post-vendita in violazione delle regole del Codice della strada. I controlli eseguiti nell'ultimo anno dalle forze dell'ordine hanno rivelato che, in alcune città italiane, 8 e-bike su 10 sono irregolari. In base al Codice della strada, infatti, le biciclette a pedalata assistita devono essere "dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW, o di 0,5 KW se adibiti al trasporto di merci, la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare". Le bici che non rispettano tali caratteristiche "sono considerate ciclomotori", precisano Assoutenti e Fiab, e sono quindi soggette a obbligo di immatricolazione, targa, casco e copertura assicurativa al pari degli altri mezzi a motore a due ruote. “I recenti obblighi di targa, assicurazione e casco vengono sistematicamente violati in tutte le città”, ha sottolineato ancora Melluso.

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