Furto da 5 milioni alla cantina Marchesi Antinori di Arezzo, rubate 30mila bottiglie
Cronaca ©AnsaI ladri hanno agito la notte di domenica 4 ottobre. Hanno disattivato l’allarme e hanno caricato due camion con bottiglie di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso. “Di sicuro un furto di un tale valore non si è mai verificato in Italia", ha commentato l'ad di Marchesi Antinori, Renzo Cotarella. Federico Gordini, patron della Milano Wine Week: "Episodio fa capire il livello del vino italiano. Se viene compiuto un furto di questo tipo, significa che abbiamo prodotti di grandissimo valore sui mercati di tutto il mondo"
Hanno un valore di 5 milioni di euro le 30mila bottiglie rubate dall'azienda vinicola Marchesi Antinori di Cortona, in provincia di Arezzo. I ladri hanno puntato in alto, mettendo in atto il furto di vino con il più alto bottino mai avvenuto in Italia: le bottiglie rubate sono tutte annata 2023, tra cui 10mila Solaia, il rosso toscano più famoso al mondo. Stando alle informazioni di chi indaga, un gruppo di almeno sette persone ha agito nella notte di domenica 4 ottobre: dopo aver disattivato l'impianto d'allarme e messo fuori uso le telecamere installate nella cantina, i ladri sarebbero entrati con due camion caricando poi le bottiglie utilizzando i muletti dell'azienda. I ladri sono riusciti a portare via un carico di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, bottiglie con un costo che va da 120 a 300 euro ciascuna. Il furto è stato scoperto solo lunedì mattina, quando i dipendenti, al loro arrivo, hanno constatato la scomparsa del vino.
"È una banda sicuramente molto preparata, forse la stessa che ha colpito altre cantine in Italia in questi ultimi mesi”, ha commentato l'ad di Marchesi Antinori, Renzo Cotarella. “Di sicuro un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia". Il bottino potrebbe essere destinato a collezionisti o a proprietari di locali che, però, potrebbero insospettirsi in quanto, specialmente del Solaia, si producono soltanto circa 60-70 mila bottiglie all'anno. “Questo è un furto pesantissimo, perché è stata portata via un'intera annata di uno dei vini più importanti non soltanto d'Italia, ma del mondo”, ha commentato a Sky TG24 Federico Gordini, patron della Milano Wine Week che, in primo luogo, ha voluto esprimere “vicinanza a Renzo Cotarella e a tutta la famiglia Antinori, bandiere dell’Italia di eccellenza che oggi hanno subito questo sfregio”. “Quando ho ricevuto la notizia - ha aggiunto Gordini - sono rimasto assolutamente basito: è qualcosa di mai visto”.
Stiamo parlando di 30mila bottiglie, per un valore di 5 milioni di euro.
Solaia è un simbolo del vino italiano. Sono state sottratte 10.000 bottiglie di un'annata molto ricercata da clienti e consumatori d'eccellenza, oltre che da ristoratori di tutto il mondo. È un vino che non manca mai nelle carte dei vini più importanti del mondo ed è uno dei simboli dell'alta gamma del vino italiano. È esattamente come se fossero andati a svaligiare una gioielleria, perché il valore è quello. Una cosa del genere è già successa a metà settembre in un'altra cantina d'eccellenza più piccola, la Conterno Fantino nelle Langhe. Anche lì sono state sottratte ingenti quantità di vino, ma il valore era decisamente inferiore: parliamo di circa 300.000 euro.
Il fatto che si tratti di una cantina particolarmente conosciuta e che il vino abbia raggiunto un valore così elevato lo rende più appetibile anche per il mondo della criminalità?
La fascia alta del vino italiano deve trasmetterci un messaggio: nel nostro Paese esiste un livello qualitativo paragonabile a quello degli altri settori del lusso. Il Solaia è come l'alta moda o l'alta gioielleria: non parliamo di prodotti comuni, ma di bottiglie che raggiungono valori molto importanti, vengono collezionate e sono presenti sulle tavole di tutto il mondo. Prodotti di questo genere attirano anche l'attenzione della criminalità. È qualcosa che ci ha lasciati basiti, ma che allo stesso tempo fa capire l'enorme valore del vino italiano.
Per l’ad di Marchesi Antinori si tratta di ladri esperti.
La sensazione è che chi ha compiuto questo atto fosse perfettamente consapevole di quello che stava facendo e che non sia stato un furto casuale. Scegliere quella cantina e poi quella specifica etichetta presuppone una competenza. Si tratta di un'annata conosciuta e visibile sul mercato: ricollocare un prodotto del genere è difficile, a meno che non ci sia già dietro una commissione o qualcuno che abbia richiesto quelle bottiglie.
Quindi collezionisti e rivenditori, informati del furto, possono avere un ruolo importante per riconoscere e segnalare rivenditori da canali illeciti.
Esistono realtà che non sono le aziende produttrici e che si occupano di acquistare vino alle aste o di reperirlo: sono operatori che fanno il loro lavoro di wine merchant. Si tratta di realtà molto importanti che si occupano di fine wines e riforniscono collezionisti e grandi carte dei vini con bottiglie introvabili, reperite attraverso canali assolutamente leciti. Quando invece si parla di un mercato illegale, il discorso è diverso. Tuttavia, faccio fatica a capire il senso di un colpo di queste dimensioni: trattandosi di un marchio così importante, è difficile immaginare che si possa agire senza sapere dove dovrà arrivare la merce.
Le bottiglie hanno un sistema che permetta la tracciabilità?
Le bottiglie sono tutte dotate di un sistema anticontraffazione. Non c’è un tracciamento gps ovviamente ma le bottiglie possono essere sempre verificate e tracciate se immesse sul mercato. Questo perché sono accaduti molti casi di contraffazione di fine wines e il sistema anticontraffazione garantisce sempre l’acquirente finale sull’originalità del prodotto.
Un furto di questo livello può danneggiare la reputazione del vino italiano sui mercati internazionali?
Io credo proprio di no. C'è un dispiacere enorme da parte dei grandi consumatori e degli appassionati, perché Antinori è un marchio amato. Il Solaia è un vino che viene scelto con grande passione e orgoglio e c'è sicuramente un grande dispiacere da parte del mondo della ristorazione e dei collezionisti che avrebbero voluto acquistare questa annata. Questo episodio fa capire l'esatto opposto: il livello e il valore del vino italiano. Se viene compiuto un furto di questo tipo, significa che abbiamo prodotti di grandissimo valore sui mercati di tutto il mondo. Dobbiamo renderci conto che sono gioielli preziosissimi. Per paradosso, un fatto increscioso come questo richiama l'attenzione sull'altissimo valore e sulla qualità delle nostre produzioni. È come se fosse stata rubata un'opera d'arte importante o una collezione di un grande stilista. Ogni volta che ci accostiamo a un bicchiere di vino, soprattutto se di fascia premium ma non soltanto, dovremmo considerare l'enorme lavoro che c'è dietro quella bottiglia.
Lei ha fondato la Milano Wine Week (la cui nona edizione è alle porte, dal 17 al 25 ottobre, ndr). Alla luce del furto subito dalla cantina Antinori, in che modo un evento di questo tipo, dedicato alla cultura del vino, può contribuire a rafforzare il rapporto tra vino, territorio e consumatori?
Io credo che gli eventi in questi settori, che sono fortemente esperienziali, siano sempre fondamentali. Se manca il momento dell'assaggio, dell'esperienza e del confronto con il produttore, anche per l'appassionato più esperto, perdiamo qualcosa di importante. Andare sempre più verso l'esperienzialità è proprio ciò che cerchiamo di fare durante la Milano Wine Week. Il vino deve avvicinare un pubblico molto più ampio di consumatori: quando apre le porte, i consumatori arrivano. Quest'anno, per esempio, parleremo della nuova verticale legata all'enoturismo e organizzeremo i Wine Hospitality Awards. Si tratta di una bellissima iniziativa con cui premiamo le 50 migliori cantine per l'ospitalità. Tra queste ce ne sarà una del gruppo Antinori, particolarmente importante e rilevante. È molto interessante vedere come l'enoturismo stia crescendo in maniera importante: dimostra che le persone hanno voglia e bisogno di vivere esperienze. È bello vedere che frequentano le strutture enoturistiche tutte le fasce di consumatori: da quelli di fascia alta, che scelgono le strutture più lussuose, fino ai giovanissimi. Il vino si trova in un momento particolare e critico, ma ha un'opportunità enorme. È l'inizio di un percorso che il prossimo anno ci porterà ai dieci anni della Wine Week. Li celebreremo raccontando ciò che è cambiato in questo decennio, che è davvero tantissimo.