L'autopsia dovrà contribuire a stabilire le cause e le modalità della morte di Salvatore Calignano, 61 anni, l'operaio edile trovato ferito gravemente sabato pomeriggio a Caivano e morto poco dopo all'Ospedale di Napoli. L'inchiesta dovrà chiarire il ruolo delle tre persone iscritte nel registro degli indagati e le eventuali responsabilità nella gestione dell'attività e delle condizioni di sicurezza in cui il 61enne si trovava a lavorare
Si attende l’esito dell’autopsia sul corpo di Salvatore Calignano, l'operaio edile 61enne morto in ospedale dopo essere stato trovato gravemente ferito in una strada isolata di Caivano (Napoli). La Procura di Napoli Nord ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Tre gli indagati. A tutti viene contestato il reato di omicidio colposo in cooperazione. Secondo la ricostruzione, venerdì il 61enne stava lavorando sul tetto di un capannone a Caivano. Dopo un grave infortunio sul lavoro, però, sarebbe stato abbandonato in via Fosso del Lupo, dove è stato soccorso dal 118. Nonostante il trasporto d'urgenza all'ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, Salvatore Calignano è morto sabato mattina proprio a causa delle gravi ferite riportate. Le indagini sono condotte dai carabinieri.
Tre indagati
I tre indagati sono il datore di lavoro dell'operaio e i due titolari di un capannone di Caivano nel quale, secondo gli inquirenti, l'uomo stava lavorando prima di riportare un politrauma da caduta da grande altezza. Il pm titolare del fascicolo, Sabrina Navarro, ha disposto l'autopsia e gli accertamenti tossicologici per chiarire le cause della morte. Calignano lascia la moglie e due figlie. L'ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori dei carabinieri è che il 61enne sia rimasto vittima di un incidente sul lavoro mentre era impegnato in un capannone, secondo la testimonianza della moglie per stendere una guaina isolante sul tetto che avrebbe poi dovuto ospitare pannelli solari. Dopo l'incidente qualcuno ha spostato Calignano, ormai privo di sensi, dal luogo in cui si ipotizza si è verificato l'infortunio, oggi sotto sequestro, nel tentativo di nascondere quanto accaduto. L'uomo era da poco uscito dalla Naspi e aveva un contratto di lavoro dal 1 ottobre.