Enrica Massone era in possesso della sola licenza media, ma aveva dichiarato di essere laureata in medicina e chirurgia alla Bicocca di Milano e di essere iscritta all'Ordine milanese. I fatti risalgono al 2023: la donna sta scontando un'altra pena definitiva a 4 anni e 3 mesi per aver truffato una coppia di anziani torinesi, facendosi nominare loro amministratore di sostegno
È stata condannata in primo grado a tre anni di reclusione, Enrica Massone, originaria di Torino, accusata di essere una finta dottoressa che si era fatta assumere, proprio in qualità di medico, all'ospedale Saint Charles di Bordighera, in provincia di Imperia. I fatti risalgono al 2023. La sentenza, della giudice del tribunale di Imperia Eleonora Billeri, è stata pronunciata questa mattina, nei suoi confronti il pubblico ministero Lorenzo Fornace aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi. La giudice ha rimandato al giudizio del tribunale civile le richieste di risarcimento dell'Asl1 imperiese e dell'Ordine dei Medici di Milano.
Aveva solo la licenza media
La Massone era in possesso della sola licenza media, ma aveva dichiarato di essere laureata in Medicina e chirurgia alla Bicocca di Milano e di essere iscritta all'Ordine milanese. A smascherarla alcuni colleghi al Saint Charles, anche se, fortunatamente, nel periodo in cui si era finta medico non ha provocato danni a nessun paziente. Parti civili erano anche due società mediche per le quali la donna aveva lavorato.
Un'altra condanna per truffa
Massone sta scontando un'altra pena definitiva a 4 anni e 3 mesi per avere truffato una coppia di anziani torinesi, facendosi nominare loro amministratori di sostegno, intascando parte della loro pensione senza pagare le rette della struttura in cui i due erano ricoverati. Il suo avvocato, Giovanni Cicerano, aveva chiesto l'assoluzione per l'incapacità di intendere e volere della propria assistita, richiesta che però non è stata accolta. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, "E' una vicenda molto delicata, attenderò le motivazioni prima di qualsiasi valutazione per un eventuale ricorso in appello", ha commentato l'avvocato.