Blackout a Torino, ordinanza del sindaco a Ireti: 150 tecnici al lavoro 24 ore su 24

Cronaca

I ripetuti guasti alla rete elettrica nel capoluogo piemontese hanno spinto il sindaco Stefano Lo Russo a imporre alla società del gruppo Iren di adeguare procedure e mezzi. L'azienda replica di aver attivato lo stato di emergenza già dal 19 giugno e di aver incrementato il personale operativo giorno e notte

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I ripetuti blackout che da giorni colpiscono Torino hanno innescato un braccio di ferro tra Comune e gestore della rete elettrica. Martedì mattina il sindaco Stefano Lo Russo ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente che impone a Ireti, la società del gruppo Iren che distribuisce energia in città, di adottare con immediatezza misure organizzative e tecniche per fronteggiare i disservizi. La risposta dell'azienda non si è fatta attendere: lo stato di emergenza, fa sapere, è attivo già dal 19 giugno, e nelle ultime ore i tecnici impegnati sono saliti a circa 150, disponibili 24 ore su 24.

L'ordinanza del sindaco

Il provvedimento, anticipato il giorno prima da un video diffuso da Lo Russo sui social, punta a contrastare i ripetuti disservizi alla rete di distribuzione che, secondo il Comune, generano disagi e un concreto pericolo per i cittadini. Nel testo si sottolinea come la frequenza delle interruzioni e i tempi di ripristino registrati negli ultimi giorni evidenzino una criticità organizzativa nella gestione delle emergenze. Per questo l'amministrazione chiede a Ireti di rivedere e adeguare piani, procedure e modelli operativi, così da garantire la massima tempestività nell'individuazione e nella risoluzione dei guasti e il ripristino più rapido possibile dell'erogazione. L'ordinanza elenca le ricadute dei blackout su sicurezza, salute pubblica, economia locale e qualità della vita dei residenti, e sollecita la società a dichiarare lo stato di emergenza coordinando i rinforzi necessari.

La risposta di Ireti: "Emergenza dal 19 giugno"

In una nota Ireti precisa di aver attivato lo stato di emergenza già dal 19 giugno, secondo procedure interne rendicontate all'Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera). Una misura analoga, ricorda l'azienda, era stata adottata anche tra il 24 maggio e l'8 giugno, in occasione della precedente ondata di calore: in entrambi i casi era scattato il rinforzo di squadre e mezzi, fino a un massimo di 100 tecnici dedicati. Ora, anche per effetto dell'ordinanza, il numero è stato ulteriormente incrementato fino a circa 150 risorse operative giorno e notte, attingendo a personale specializzato proveniente da altri territori del Gruppo, da altre business unit e da fornitori esterni. Sono state inoltre dirottate sull'emergenza tutte le squadre prima impegnate nei cantieri programmati per lavori non urgenti. La società assicura di aver mantenuto contatti costanti con le istituzioni, la polizia locale, i media e gli altri soggetti coinvolti.

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La polemica di Confesercenti

Sul caso interviene anche Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti, che giudica "irresponsabili" le ricostruzioni di chi dipinge una città allo sbando. "I blackout a Torino stanno avendo pericolosi effetti collaterali: qualcuno racconta di fughe di turisti dalla città, come nemmeno durante un'invasione di cavallette", osserva in una nota, rivendicando invece una delle migliori stagioni turistiche per il capoluogo. "Non abbiamo visto schiere di turisti in fuga, né bivacchi a Porta Nuova o a Caselle di persone che vogliono lasciare la città", aggiunge. Nettis ribadisce che i problemi esistono e sono stati segnalati, ma chiede che vengano affrontati senza allarmismi, sollecitando un tavolo di confronto tra amministrazione e associazioni per monitorare l'efficacia degli interventi. Il rischio, avverte, è offrire di Torino un'immagine falsa "che rischia di danneggiarla non solo ora ma per il futuro".

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