Covid Valle d'Aosta, Consulta: misure contrasto spettano allo Stato, non alle Regioni

Cronaca
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Accolto il ricorso del governo contro la legge anti-Dpcm della Regione, approvata lo scorso dicembre. I giudici hanno quindi confermato la scelta già fatta il 14 gennaio quando, in via cautelare, bloccarono le disposizioni regionali. Lavevaz: "Nostra legge adattava norme a territori"

Spetta allo Stato, e non alle Regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE -LE MISURE DEL NUOVO DECRETO PER LE SECONDE CASE). Lo ha sancito la Corte costituzionale, che ha accolto il ricorso del governo contro la legge anti-Dpcm della Valle d'Aosta, approvata lo scorso dicembre, "limitatamente alle disposizioni con le quali la legge impugnata aveva introdotto misure di contrasto all'epidemia differenti da quelle previste dalla normativa statale". La Corte - che, lo scorso gennaio, aveva sospeso in via cautelare l'efficacia della legge della Valle d'Aosta - ha ritenuto che il "legislatore regionale, anche se dotato di autonomia speciale, non può invadere con una sua propria disciplina una materia avente ad oggetto la pandemia da Covid-19, diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, a titolo di profilassi internazionale", come spiega Palazzo della Consulta

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La questione, sollevata dal precedente governo con il suo ricorso, era stata discussa il 23 febbraio in udienza pubblica e la decisione dei giudici costituzionali è giunta dopo la camera di consiglio del giorno successivo. "In questi mesi la Valle d'Aosta ha raggiunto risultati eccezionali nella limitazione della diffusione della pandemia: ribadiamo che la legge 11 aveva lo scopo di adattare le indicazioni nazionali per la gestione dell'emergenza sanitaria alle peculiarità del territorio valdostano”, ha commentato il presidente della Valle d'Aosta, Erik Lavevaz, parlando della decisione della Consulta. “Mettiamo al primo posto la salute dei valdostani - ha aggiunto - rivendicando però il nostro diritto a costruire un'azione efficace per la nostra realtà".

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