Cagliari, cercasi receptionist maschio: polemica per l'annuncio di un hotel

Cronaca

Tra i requisiti per il lavoro, oltre alle lingue straniere e il diploma, anche il sesso del candidato. Le proteste per la discriminazione di genere fanno modificare il testo. Ma il direttore dell'Holiday Inn si difende: "È un turno notturno, inopportuno farlo fare a una donna"

Cercasi receptionist maschio. Questo l’annuncio che è costato non poche polemiche al gestore di un hotel della catena Holiday Inn, a Cagliari. L’annuncio di lavoro conteneva come di consueto le caratteristiche che doveva avere il candidato ideale: conoscere tre lingue, avere almeno il diploma, con esperienza nel settore, e di sesso maschile. E proprio il genere era il requisito inserito in cima alla lista, prima ancora di ogni competenza.

Annuncio modificato, ma nessuna scusa

Tanti gli utenti che hanno chiesto spiegazioni sul profilo del 'candidato ideale', diretta la replica dell'azienda: “Non è opportuno far effettuare il turno notturno a una receptionist". L’annuncio, però, è stato modificato, come ha annunciato il direttore dell'albergo, Gianluca Mosca. Un passo indietro nella forma, ma nessun ripensamento sulle intenzioni.

"Una questione di sicurezza"

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"Stavamo cercando un receptionist per il turno di notte, è una questione di sicurezza", ha ribadito Mosca. "È un'ipocrisia, il mese scorso abbiamo cercato un'addetta commerciale donna e nessuno ha detto nulla – ha incalzato il direttore della struttura – Con me sfonda una porta aperta, nella mia struttura le donne sono il 70%", ha aggiunto difendendosi dalle accuse di discriminazione di genere.

Il sindacato: "Un errore, donne più colpite dalla crisi"

Netta comunque la posizione del sindacato, secondo cui l'esclusione delle donne dal novero dei candidati era uno sbaglio. "È un errore tagliare fuori il lavoro femminile, soprattutto in questo periodo segnato dall'emergenza Covid-19", ha spiegato Cristiano Ardau, segretario regionale della UilTuCs. "Il lockdown ha aggravato il divario già esistente, penalizzando ulteriormente il lavoro femminile. Chi ha perso di più, sia in termini occupazionali che retributivi, sono proprio le donne".

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