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Taranto, arrestato il procuratore capo Capristo. Indagato ex pm di Trani Di Maio

Cronaca
©Fotogramma

Capristo è agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver cercato di indurre il pm di Trani Curione a perseguire ingiustamente una persona per usura. Di Maio indagato per abuso d’ufficio e favoreggiamento nella stessa inchiesta. Ai domiciliari anche un ispettore di polizia e tre imprenditori

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Il procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, è stato messo agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Capristo, secondo l’inchiesta cominciata circa un anno fa, avrebbe cercato di indirizzare le indagini sulla procura di Trani, dove lui stesso era procuratore prima di arrivare a Taranto, e che nei mesi scorsi hanno portato all’arresto di altri magistrati. Nella stessa vicenda è coinvolto anche l'ex procuratore di Trani, Antonino Di Maio, indagato per abuso d’ufficio e favoreggiamento nell’inchiesta che ha portato all'arresto di Capristo. Ai domiciliari sono finiti infine anche Michele Scivittaro, ispettore della polizia in servizio nella Procura tarantina, e tre imprenditori della provincia di Bari, Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. 

La ricostruzione degli inquirenti

Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Potenza, competente per i magistrati con sede a Taranto. Secondo l’accusa, Capristo avrebbe cercato di indurre il pm di Trani Silvia Curione a perseguire ingiustamente una persona per usura facendole temere ritorsioni sul marito, il pm Lanfranco Marazia, suo sostituto alla Procura jonica. La persona in questione era stata denunciata per usura dagli imprenditori finiti ai domiciliari insieme a Capristo e considerati i mandanti. Per la denuncia, però, in base a quanto stabilito dagli inquirenti, non c'erano presupposti né di fatto né di diritto, motivo per cui il pm Curione non solo si oppose fermamente, ma raccontò tutto. Capristo e Scivittaro, inoltre, sono “gravemente indiziati di truffa ai danni dello Stato e falso”: l’ispettore risultava presente in ufficio e percepiva gli straordinari, ma in realtà stava a casa e svolgeva “incombenze” per conto del procuratore.

Le accuse rivolte a Di Maio

Le accuse a carico dell’ex procuratore di Trani Di Maio si riferiscono invece agli atti da lui eseguiti dopo aver avuto una relazione di servizio dal sostituto procuratore Silvia Curione “in ordine alle pressioni ricevute da un ispettore di polizia (Michele Scivittaro) a nome di Capristo”, come si legge nel provvedimento della procura di Potenza. L’accusa di favoreggiamento, sempre secondo l’inchiesta, si sostanziò nelle scelte di Di Maio di “procurare l’impunità di Capristo” tenendo alcuni “comportamenti omissivi”, cioè non verificando se il procuratore di Taranto fosse effettivamente coinvolto nella vicenda del processo a carico di una persona estranea all’accusa di usura.