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Treno Frecciarossa deragliato a Lodi: chi erano i due macchinisti morti

Cronaca

I due uomini si chiamavano Giuseppe Cicciù, 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Dicuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta). Da anni vivevano al Nord. I colleghi li descrivono come professionisti di grande esperienza. Mattarella: "Due nuove vittime del lavoro"

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Sono Giuseppe Cicciù, di 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Dicuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta), i due macchinisti morti nel deragliamento del treno nel lodigiano avvenuto alle 5.35 di questa mattina (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - FOTO - LE IMMAGINI DALL'ALTO). Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, appresa la notizia, ha espresso il suo cordoglio per i due ferrovieri, definendoli "due nuove vittime del lavoro".

Nell'incidente anche 31 feriti

L’incidente è avvenuto sulla linea dell’alta velocità all'altezza di Casal Pusterlengo. Il treno è deragliato e alcune carrozze si sono ribaltate. Oltre alle due vittime ci sono anche 31 feriti. Secondo una prima ricostruzione, la motrice del convoglio sarebbe uscita dai binari finendo prima contro un carrello che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio avrebbe invece proseguito la corsa e la seconda carrozza ad un certo punto si sarebbe ribaltata. Nella zona, da quanto emerso fino ad ora, erano in corso dei lavori di manutenzione della linea.

Giuseppe Cicciù, uno dei primi sui nuovi treni dell'alta velocità

Giuseppe Cicciù, come racconta il segretario lombardo della Fit Cisl, "lavorava da tanti anni come macchinista, è stato uno dei primi sui nuovi treni dell'Alta velocità. Era una persona con grande esperienza, non certo un ragazzino, non era certo uno appena arrivato". "È stato un nostro attivista - ha raccontato ancora il segretario - e nostro delegato Rsu, era molto vicino alla nostra organizzazione e noi vicino a lui. Si faceva notare, arrivava sempre con il sorriso e ce lo ricordiamo tutti, anche se negli ultimi anni si era un po' allontanato perché aveva una nuova famiglia". "Era una persona senza ipocrisie, ben voluto da tutti, solare, disponibile. Gli piaceva questo mestiere", racconta inoltre un ferroviere amico della vittima. Cicciù si era trasferito da molti anni in Lombardia, dove viveva con la moglie e un figlio, ma "era attaccatissimo" alla sua città natale, cioè Reggio Calabria, dove tornava appena poteva per far visita alla madre.

Mario Dicuonzo, la tragedia a pochi mesi dalla pensione

Intanto, per l'altra vittima dell'incidente, Mario Dicuonzo, Pioltello ha dichiarato il lutto cittadino e le bandiere sono a mezz'asta. Pioltello era infatti il Comune dove viveva il macchinista 59enne che si era trasferito lì tanti anni fa dalla sua Capua (Caserta). "Tutti gli volevano bene, si faceva voler bene per il suo carattere allegro, ma mai superficiale", racconta un amico ferroviere di Dicuonzo. Il macchinista, che era un iscritto e un attivista della Filt-Cgil, viene ricordato da chi ha lavorato con lui come una persona "molto capace" che "aveva contribuito a formare e addestrare altri macchinisti nella guida dei Frecciarossa. Gli mancavano pochi mesi per andare in pensione".