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Agguato a Napoli, la preside della scuola: "Inascoltate le nostre richieste di aiuto"

2' di lettura

Un uomo ucciso, sotto lo sguardo del nipote e di altri bambini. L'amarezza della dirigente: "Abbiamo paura. I nostri appelli non sono un vezzo, ma dove sono le cose che abbiamo chiesto?" 

"Siamo tutti responsabili per quanto accaduto, mi ci metto anche io. Siamo tutti responsabili per quello zainetto rosso". Si sfoga così la preside della scuola di San Giovanni a Teduccio: lo zainetto rosso è quello del piccolo che martedì mattina ha assistito all'agguato in cui è stato ucciso il nonno ed è stato ferito il padre (entrambi considerati vicini al clan camorristico dei Rinaldi). Una situazione che preoccupa la dirigente, che dice: "Le nostre rischieste sono state inascoltate". 

La paura e gli appelli caduti nel vuoto 

"E’ successo alle nove meno dieci del mattino, non alle 9 di sera, i bimbi qui entrano fino alle 9. Noi con i nostri mezzi che sono quelli della cultura, delle marce, abbiamo fatto delle iniziative, per la legalità. E abbiamo chiesto quello che è nel nostro diritto chiedere: però portroppo non è arrivato nulla", si sfoga, amareggiata, la preside. "Dov’è, dov’è tutto quello che abbiamo chiesto? Lo abbiamo chiesto non per vezzo, ma perché abbiamo paura, i bimbi stavano entrando a scuola e poteva succedere qualunque cosa a chiunque, e intanto c’è un morto a terra". 

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