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Musica, Siae sostiene la proposta della Lega: in radio una canzone italiana su tre

Cronaca

Il presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori, Giulio Repetti Mogol: “Avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico" e potrebbe generare “maggiori introiti in diritti d'autore e in diritti connessi”. Max Gazzè: "La musica non deve avere barriere"

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La Siae è d’accordo con la Lega sulla proposta di legge per la valorizzazione della musica italiana nelle radio. Il testo, presentato da Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, prevede che in radio una canzone su tre sia italiana. Ad annunciare l’adesione della Società italiana degli autori ed editori è stato il presidente, Giulio Repetti Mogol: “Tale iniziativa avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano”. Contrario invece il cantautore Max Gazzè: "Penso debba essere una scelta artistica della radio".

Maggiori introiti in diritti d’autore

Mogol, in una lettera agli associati, ha spiegato che la proposta del Carroccio potrebbe generare “maggiori introiti in diritti d'autore e in diritti connessi” e contribuire “ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia”. Il presidente della Siae ha poi ricordato che l’iniziativa della Lega “richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle quote, utilizzato da molto tempo in Francia, dove dal 1994 le radio sono obbligate a trasmettere musica francese per una percentuale pari almeno al 40% della programmazione giornaliera”.

Le altre iniziative in Italia

“L'argomento è ampio e complesso - ha continuato Mogol - ed è stato già affrontato in passato con diverse proposte, tra cui quella avanzata dalla FIMI nel febbraio 2016 che chiedeva di garantire il 20% della programmazione radiofonica alle opere prime e seconde di artisti italiani, e con l'intervento nel novembre 2017 dell'allora ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che in apertura della Milano Music Week parlò della possibilità di prevedere quote di obbligatorietà di trasmissione della musica italiana grazie ad alcune norme introdotte nella nuova Legge dello spettacolo”.

La proposta di legge della Lega

La proposta presentata da Morelli, invece, prevede che “le emittenti radiofoniche, nazionali e private, debbano riservare almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione", e inoltre che una quota "pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana sia riservata alle produzioni degli artisti emergenti”.

“Solo 4 radio su 10 rispetterebbero la quota del 33%”

Sull’iniziativa della Lega riguardo alla musica nazionale, Mogol ha sostenuto che attualmente “in base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d'autore, relativi al periodo 2010-2017, su dieci stazioni radiofoniche, soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33% della proposta di legge dell'onorevole Morelli”. Il presidente della Siae ha poi ricordato agli associati che “promuovere la musica italiana significa infatti sostenere l'industria culturale del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano”, e ha concluso chiedendo “di contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra musica nelle radio. Qualsiasi vostra iniziativa sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa”.

Gazzè: "Ci deve essere libertà di scelta"

Non è d'accordo però il cantautore romano Max Gazzè che ha sottolineato: "Capisco le ragioni e, magari andando anche contro i miei interessi, dico che la musica non deve avere queste forme di barriere. In Italia c'è varietà in radio, ci sono quelle che trasmettono solo musica italiana oppure solo dance o rock. Immagina se in una di queste emittenti dopo due canzoni ne passa una di Max Gazzè...". "No, non sono d'accordo sulle imposizioni in questo senso. Deve esserci libertà di scelta", ha concluso. Contraria anche la rete: in poco tempo l'hastag #mogol è diventato trending topic su Twitter e la maggior parte dei commenti condivisi sul social non è a favore del presidente della Siae.