A chi e come viene affidata la scorta

Lo scrittore Roberto Saviano con la scorta - La Presse
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Dopo le dichiarazioni sulla possibile revoca a Saviano, capiamo quali sono i criteri per l'assegnazione

La scorta di Roberto Saviano, giornalista e scrittore sotto protezione da 12 anni, sarà rivalutata. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che ha precisato: "Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio". Dopo quindi le polemiche sull'uso e a volte sull'abuso da parte di politici, torna di attualità il criterio di assegnazione della scorta in Italia. Ma come funziona il meccanismo di assegnazione? E chi lo gestisce?

A chi viene assegnata

Dopo l'uccisione del giuslavorista Marco Biagi, avvenuta nel marzo del 2002 a opera delle Nuove Brigate Rosse, fu stabilito un nuovo meccanismo di assegnazione della scorta, da concedere a "persone esposte - si legge sul sito del ministero dell'Interno - a particolari situazioni di rischio o di natura terroristica o correlate al crimine organizzato, al traffico di sostanze stupefacenti, di armi o di parti di esse, anche nucleari, di materiale radioattivo e di aggressivi chimici o biologici o correlate ad attività di intelligence di soggetti od organizzazioni estere".

Gli uffici incaricati

All'interno del dipartimento della Pubblica sicurezza, fu istituito all'epoca (legge 133 del 2002) l'Ucis, l'Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale, composto da dirigenti della Polizia di Stato o generali dei Carabinieri. La direzione dell'Ucis viene affidata a un prefetto o dirigente generale della Pubblica sicurezza o a un generale dell'Arma dei carabinieri di livello equiparato. Tra i compiti dell'Ucis, ci sono quello di raccolta e analisi di tutte le informazioni relative alle situazioni personali a rischio che il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (Sisde), il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (Sismi) e gli uffici e reparti delle Forze di polizia sono tenuti a fornire, e l'individuazione delle modalità di attuazione dei servizi di protezione e di vigilanza.

Chi decide l’assegnazione

La decisione di assegnazione di una scorta - e la sua revoca - in pratica nasce dal territorio. Ogni prefettura determina il rischio di una persona, in base alle segnalazioni che arrivano dalle Forze dell'Ordine. La valutazione viene effettuata in sede collegiale e l'Ufficio centrale raccoglie le informazioni e le legittima. Esistono quattro livelli di allerta: il primo (il massimo) prevede l'assegnazione di tre auto blindate con tre agenti per ogni auto; il secondo prevede due auto blindate con tre agenti ciascuna, il terzo livello di allerta prevede un'auto blindata con due agenti a disposizione. Infine il quarto livello assegna un'auto non blindata e uno o due agenti di scorta. Tra il 2012 e il 2013 in Italia la scorta era stata concessa a 600 persone, tra magistrati, politici e giornalisti.

Quando e come si effettua una revoca

Anche l'eventuale revoca di una scorta viene valutata dall'Ucis. Se per assegnarla è indispensabile la presenza di un rischio concreto, per revocarla si devono avere indicazioni precise circa il venir meno di questo pericolo. Si prevede tuttavia che le personalità che ne abbiano avuto diritto per ruolo ricoperto, come politici o magistrati, siano sottoposte a tutela obbligatoria per ulteriori 12 o 24 mesi dalla fine del mandato.

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