Magistratura di Pesaro: "Il bronzo del Lisippo torni subito in Italia"

Un'immagine d'archivio del bronzo di Lisippo (Ansa)
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I magistrati marchigiani appoggiano il gip, secondo cui “L’Atleta vittorioso”, ripescato da un peschereccio di Fano nel 1964 e da anni conteso tra Italia e Getty Museum, deve essere confiscato “ovunque si trovi”. “Politica faccia pressioni: statua torni qui”

Il bronzo di Lisippo deve ritornare in Italia. Il procuratore capo della Repubblica di Pesaro Cristina Tedeschini ha annunciato che l'ordinanza del gip di Pesaro per la confisca della statua, da anni contesa tra Italia e Getty Museum, "è immediatamente esecutiva e intendiamo farla rispettare, la statua deve tornare in Italia". Per il magistrato marchigiano "è ovvio che le pressioni politiche per riottenere questo bene nazionale dovranno andare di pari passo”.

La statua contesa con il Getty

Lo scorso 8 giugno la magistratura di Pesaro, con un'ordinanza di 50 pagine a firma del gip Giacomo Gasparini, ha ribadito per la terza volta la posizione dell’Italia sul caso del Lisippo, statua in bronzo del IV secolo a.C, conosciuta anche come “L’Atleta vittorioso”, ripescato nel 1964 da un peschereccio di Fano al largo di Pedaso (Fermo). La statua finì nelle mani del commerciante d'arte tedesco Heinz che nel 1977 la vendette al Getty Museum di Malibu, per circa 4 milioni di dollari. Il gip ha decretato che la statua deve essere confiscata "ovunque si trovi”, respingendo l'opposizione alla confisca intentata dal museo americano.

La pronuncia del gip e i precedenti

Per il giudice Gasparini, la scultura è stata trafugata ed esportata illegalmente. Dunque non poteva essere venduta. Era stata pescata in acque territoriali e comunque appartiene allo Stato italiano perché l'imbarcazione da pesca "Ferruccio Ferri" era di Fano. I precedenti pronunciamenti della magistratura pesarese risalgono al 2009 e al 2013, su richiesta della Procura, rappresentata dal pm Silvia Cecchi per la confisca del bronzo in quanto bene inalienabile dello Stato e oggetto di trafugamento. Ma per due volte il museo americano ha ottenuto l'annullamento dei pronunciamenti per vizi procedurali e, nonostante anche un intenso lavoro diplomatico di scambi e restituzioni, ha trattenuto la statua, che addirittura è al posto d'onore nel nuovo allestimento del museo di Malibu. Il terzo round ha dato ancora ragione alle istanze dell'associazione fanese “Cento città” del professor Alberto Berardi che chiese 11 anni fa con un esposto alla procura la confisca dell'opera. Ora il Getty Museum può ricorrere in Cassazione oppure restituire l'opera, ipotesi a cui il museo americano ha sempre opposto resistenza in tutte le sedi.

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