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Venezia, No Global rimuovono tornello anti-turisti. Poi ripristinato

Cronaca
La protesta dei No Global ai tornelli di Venezia (Ansa)

Una trentina di giovani ha rimosso uno dei due varchi che il Comune aveva posto il 27 aprile per regolamentare l'afflusso di turisti nel ponte del Primo maggio. Il sindaco Brugnaro: "Non cadremo nelle provocazioni"

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Una trentina di giovani No Global ha rimosso questa mattina a Venezia uno dei varchi che il Comune aveva posto per regolamentare l'afflusso di turisti nel ponte del Primo maggio. Si tratta del tornello ai piedi del Ponte di Calatrava, a piazzale Roma. Nelle ore successive, dopo al sopralluogo del sindaco Luigi Brugnaro, il tornello è stato ripristinato. Era stato lo stesso primo cittadino, in un'ordinanza firmata il 24 aprile, a emanare il provvedimento ritenuto "urgente" per salvaguardare la città e per la corretta gestione del traffico pedonale e acquatico. I tornelli sono entrati in funzione il 28 aprile (FOTO).

Il sopralluogo del sindaco

Dopo la protesta dei No Global, sul posto è arrivato il sindaco che ha voluto visitare anche la vicina sede della Polizia municipale dove è in funzione una centrale operativa con una decina di schermi che monitorano, attimo per attimo, l'affluenza di visitatori. In caso di sovraffollamento i due varchi (l'altro si trova ai piedi del Ponte degli Scalzi) saranno chiusi ai turisti, ai quali saranno suggeriti percorsi alternativi. Le forze dell'ordine stanno completando il rapporto che sarà inviato alla Procura su quanto accaduto in mattinata.

"Non cadremo nelle provocazioni"

A margine del sopralluogo vicino al tornello prima rimosso e poi ripristinato, Brugnaro ha dichiarato su Twitter: "Noi continueremo a voler risolvere a tutti i costi i problemi della città. Abbiamo ripristinato tutto dopo mezz'ora dal gesto eroico dei nostri No Global locali. Ringrazio la polizia locale, i carabinieri, la guardia di finanza, la polizia, il questore, il prefetto". Il sindaco ha poi aggiunto che il gesto non lo fermerà: "Vogliamo risolvere i problemi che per tanti anni queste persone hanno impedito che si potessero risolvere. Non cadremo nelle provocazioni. Con grande serenità continuiamo a voler regolamentare i flussi per far vivere meglio le persone". 

No Global: sbarrare città è farla morire

I giovani del centro sociale Morion hanno anche diffuso un comunicato per spiegare le ragioni della protesta: "Alla fine Brugnaro ce l'ha fatta", hanno scritto. Secondo i No Global, "le immagini della città sbarrata, dell'ingresso selettivo, della riduzione dell'urbano a parco a tema susciterebbero un sorriso amaro se fossero l'ennesima provocazione dell'ennesimo artista intenzionato a denunciare la progressiva 'morte di Venezia'. Suscitano invece indignazione perché simboleggiano la resa definitiva di un'amministrazione che non solo si copre di ridicolo globale, ma che contemporaneamente alza le mani di fronte all'emergenza esodo, all'impoverimento demografico e sociale della città che amministra".

"Misura che non colpisce il turismo mordi e fuggi"

Secondo quanto spiegato dai No Global, quello del sindaco sarebbe un provvedimento che "non va a colpire il turismo mordi e fuggi", ma che produrrebbe "esattamente l'opposto" perché "da una parte crea la figura di un cittadino legittimo" e "dall'altra, imponendo un dispositivo di controllo ai danni dello stesso 'Veneziano legittimo', gli sta dicendo che è ormai espropriato della propria città".