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Pedopornografia, arrestato in Vaticano ex addetto della Nunziatura

Cronaca

Il provvedimento è arrivato alla fine di un’indagine partita dal Canada per possesso di materiale pedopornografico. Il sacerdote indagato, mons. Carlo Alberto Capella, ex funzionario a Washington, è ora in una cella della caserma del corpo della gendarmeria

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Monsignor Carlo Alberto Capella, ex funzionario della Nunziatura di Washington, è stato arrestato dalla gendarmeria vaticana. Un provvedimento, ha spiegato la Sala stampa vaticana, arrivato alla fine di un’indagine per possesso di ingente materiale pedopornografico. Il mandato di cattura è stato emesso dal giudice istruttore del tribunale del Vaticano, su proposta del promotore di giustizia. Capella è ora detenuto in una cella della caserma del corpo della gendarmeria, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

La vicenda

La vicenda di monsignor Capella è emersa il 15 settembre scorso quando si è venuto a sapere che il promotore di giustizia vaticano aveva aperto un fascicolo nei confronti del diplomatico in servizio presso la Nunziatura di Washington dopo che lo scorso 21 giugno il Dipartimento degli Stati Uniti aveva notificato il possibile reato. Capella era destinatario di un ordine di arresto da parte delle autorità canadesi per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, nel quadro di un'inchiesta iniziata con una segnalazione del Centro nazionale di coordinamento contro lo sfruttamento dei bambini del Rcmp (la polizia canadese). La polizia di Windsor accusa Capella di possesso e distribuzione di materiale pedopornografico, che sarebbe stato scaricato durante un soggiorno che il prete ha fatto in Canada tra il 24 e il 27 dicembre. La diocesi di London, in Ontario, ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di aiuto per l'indagine; assistenza che è stata data, in relazione alle possibili violazioni della legge sulla pornografia infantile fatte da monsignor Capella usando un “indirizzo di un computer in una chiesa locale”. Il sacerdote indagato, diplomatico di alto profilo, ex officiale della Sezione per i rapporti con gli Stati, era finora in Vaticano, ospitato presso il Collegio dei Penitenzieri, già in stato di restrizione in attesa del giudizio.

Le accuse

Il giudice istruttore, ha spiegato la Sala stampa vaticana, ha ordinato l’arresto sulla base dell'articolo 10 - relativo alla pedopornografia - commi 3 e 5, della legge VIII del 2013. Il comma 3 prevede che “chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi precedenti, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, trasmette, importa, esporta, offre, vende o detiene per tali fini materiale pedopornografico, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 2.500 a euro 50mila". Il comma 5 dice che “nei casi previsti dai commi 3 e 4, la pena è aumentata ove il materiale sia di ingente quantità”.