G8, Corte europea diritti: ammissibile ricorso poliziotti della Diaz

Cronaca
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La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto le istanze dei poliziotti che lamentavano presunte violazioni del diritto di difesa. In caso di accoglimento con sentenza definitiva dei ricorsi si aprirebbe la strada alla revisione del processo

I funzionari di polizia condannati per i fatti della scuola Diaz relativi al G8 del 2001 potranno presentare ricorso contro la sentenza definitiva in Cassazione per falso e calunnia. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) che ha accolto le istanze dei poliziotti che lamentavano presunte violazioni del diritto di difesa. La Cedu dovrà ora valutare nel merito il ricorso e, in caso di accoglimento, si aprirebbe la strada alla revisione del processo.

Il ricorso

I funzionari che hanno presentato ricorso sostengono che la corte di appello di Genova prima di "ribaltare" la sentenza di assoluzione del Tribunale, avrebbe dovuto risentire i testimoni già interrogati in primo grado. Non facendolo avrebbe violato l'art. 6 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo (diritto ad un equo processo) che sancisce il diritto degli imputati di interrogare i testimoni a carico. La questione era stata affrontata ed esclusa dalla Cassazione che aveva rigettato il ricorso degli imputati spiegando che i giudici di appello non avevano operato una diversa valutazione delle testimonianze, ma semplicemente tratto da alcune di esse conseguenze diverse rispetto alla responsabilità degli imputati.

Possibile una revisione del processo

"In caso di accoglimento con sentenza definitiva dei ricorsi da parte della Cedu - spiega l'avvocato di uno dei poliziotti, Maurizio Mascia - si aprirebbe la possibilità di un ricorso per revisione da parte degli imputati condannati per far ripartire il processo dalla stessa fase in cui si è verificata la violazione". 

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