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Bimbo di 5 anni ucciso ad Ancona, il padre ha confessato

Cronaca
Foto d'archivio (ansa)

L’ammissione dell'omicidio del bambino sarebbe avvenuta durante un lungo interrogatorio. Il pm ha chiesto al gip la convalida del fermo per omicidio volontario aggravato dai vincoli di parentela

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Il padre del bambino di 5 anni ucciso il 4 gennaio a Cupramontana, paesino in provincia di Ancona, avrebbe confessato agli inquirenti l’omicidio del figlio, come confermano i carabinieri. Secondo fonti inquirenti l'uomo ha reso dichiarazioni spontanee, anche se in modo confuso e frammentario, che rappresentano una "confessione esauriente". Per questo motivo, il pm del capoluogo marchigiano, Valentina Bavai, ha chiesto al gip la convalida del fermo per omicidio volontario aggravato dai vincoli di parentela. Al momento all’uomo non viene contestata la premeditazione. La Procura non esclude turbe psichiche alla base del gesto. Non sono sono state ancora fissate le date per la convalida del fermo.

La ricostruzione

L’uomo, un 25enne di origini macedoni, disoccupato e con problemi psichici, secondo una prima ricostruzione, avrebbe strozzato o soffocato a mani nude il bambino nella sua automobile, subito dopo essere usciti di casa per una passeggiata. Inutili i tentativi di rianimarlo effettuati dai sanitari della Croce Verde accorsi sul posto su segnalazione della madre del bimbo che si trovava in casa al momento della tragedia. Durante l'interrogatorio, il 25enne non sarebbe riuscito a spiegare il contesto nel quale è avvenuta l'aggressione, forse preceduta da un capriccio del piccolo. L’uomo, dopo l'interrogatorio fiume durato tutta la notte, è stato arrestato e condotto nel carcere di Montacuto ad Ancona.