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Messina, maxi sequestro di Dia e Gdf di immobile destinato alla sanità

Cronaca
(Foto d'archivio)

Sigilli a Villa Cappellani per un valore intorno ai 10 milioni di euro. Indagato per riciclaggio anche l’ex presidente dei revisori dei conti del Comune. La struttura sarebbe stata acquistata con fondi portati all’estero e rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale

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È stato sequestrato a Messina un imponente patrimonio immobiliare destinato a struttura sanitaria, nel quale si trova anche la nota casa di cura Cappellani, una delle più importanti strutture mediche della Sicilia. L’operazione della Dia, supportata dal Centro operativo di Catania e dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, è stata messa in atto al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura distrettuale antimafia diretta dal procuratore Maurizio De Lucia.

I fondi portati all’estero

L'intero complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con fondi prima portati all'estero e successivamente “scudati” e fatti rientrare in Italia con società create ad hoc. Il sequestro, del valore complessivo stimato in 10 milioni di euro, è stato eseguito su Villa Cappellani, di proprietà della "Immobiliare Cappellani Srl", imponente struttura che ospita l’omonima clinica gestita dal Gruppo Giomi SpA, quest'ultimo estraneo all'inchiesta.

Gli indagati

Tra gli indagati ci sono i fratelli Dino e Aldo Cuzzocrea, il farmacista Antonio Di Prima e Dario Zaccone, quest'ultimo ex presidente dei revisori dei conti del Comune. I primi tre sono accusati di trasferimento fraudolento di titoli e di valori, Zaccone, invece, per riciclaggio.

La segnalazione della Banca d’Italia

L'inchiesta è partita nel 2009 da una segnalazione della Banca d'Italia su alcune operazioni sospette di rientro dal Lussemburgo di capitali in Italia con l'utilizzo dello "scudo fiscale ter". Dalle indagini è emerso che l'operazione sarebbe stata realizzata per acquisire il comolesso immobiliare con provviste “illecite'” precedentemente esportate e facendo intervenire negli atti societari dei prestanome.