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Mafia Capitale, Carminati:“Ma che servizi, solo un vecchio fascista”

Cronaca

L'ex Nar risponde alle domande del suo difensore in collegamento dal carcere di Parma, dove è recluso in regime di 41 bis dal dicembre 2014. "Onorato di conoscere Buzzi, superiore a tutti gli imprenditori romani"

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"Io mi offendo veramente quando mi dicono che sono dei servizi segreti. Ma quali servizi". Massimo Carminati, l'uomo che secondo la Procura di Roma sarebbe stato a capo del cosiddetto "Mondo di mezzo", ha risposto così in collegamento in videoconferenza dal carcere di Parma ad una domanda del suo difensore Ippolita Naso nella nuova udienza del maxiprocesso di “Mafia capitale”. L'udienza, nell'aula bunker di Rebibbia e davanti ai giudici della X sezione penale, rappresenta forse lo snodo decisivo nel maxiprocesso che ha terremotato i palazzi della politica all'ombra del Campidoglio.

 

"Mi ha difeso Minniti, non so cosa dire di più e non mi interessa proprio" ha aggiunto l’ex esponente dei Nar, sottolineando che lo stesso ministro dell'Interno, quando era sottosegretario con delega agli 007, ha smentito la circostanza. "Io sono il pregiudicato Massimo Carminati, accusato di tutte le nefandezze di questo mondo. Sono un vecchio fascista degli anni Settanta e sono contento di essere così".

 

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Gremita come non mai l'aula bunker di Rebibbia. L'udienza dell'ex Nar è iniziata in ritardo per problemi audio nel collegamento con Parma, dove l’ex Nar è detenuto dal dicembre del 2014 in regime di 41 bis. "Non avevo alcun motivo per nascondermi, stavo finendo l'affidamento, ero proprio sereno" ha aggiunto ricostruendo le prime fasi dell'indagine, quando si accorse che era seguito dagli investigatori. "Io ho sempre vissuto sotto il controllo delle forze dell'ordine, so di che parlo. E poi anche se ho un occhio solo ci vedo bene".

 

"Rispondo perché me l'hanno chiesto i legali, ma no tv" - Carminati ha chiesto che le telecamere della tv non lo riprendano. "Questo esame non lo avrei mai fatto, se non me lo avessero chiesto i miei avvocati” ha precisato. “Comunque non ho nulla da nascondere". Ieri Ippolita Naso, avvocato difensore dell’ex Nar assieme al padre Giosué, ha spiegato che il suo assistito “si sottoporrà all'esame un po' perché glielo abbiamo suggerito noi difensori e un po' perché il processo 'Mafia Capitale', rispetto ad altri più o meno 'celebri' che lo hanno visto imputato, si presta ad un suo intervento in quanto è condito di una serie di ricostruzioni fantasiose e suggestive che meritano di essere chiarite una volta per tutte".

 

 

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I capi d'imputazione - Sono 24 i capi di imputazione contestati dai pm al "Nero": dall'associazione di stampo mafiosa, alla corruzione, alla turbativa d'asta. Secondo gli inquirenti, Carminati aveva la forza criminale per influenzare e condizionare, anche grazie alla sua "fama", l’esito di gare d'appalto del valore di milioni di euro, su cui le coop di Salvatore Buzzi avevano puntato

E a proposito di Buzzi, Carminati ha affermato: "Sono stato onorato di conoscerlo, è una persona superiore a tutti gli imprenditori romani". "I rapporti con Salvatore iniziano esattamente quando ha detto lui, al termine del mio affidamento, metà settembre del 2011. Me lo presenta un mio caro amico, Riccardo Mancini”, al quale Carminati aveva chiesto lavoro. “Lui mi disse 'adesso hai l'affidamento, dopo l'affidamento vediamo se si può fare qualcosa’. E' lui che mi mette in contatto con Salvatore".