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Consip, arrestato Alfredo Romeo. Tiziano Renzi: "Mai preso soldi"

Cronaca

L'imprenditore accusato di corruzione: secondo la procura "ha conoscenze istituzionali ad altissimo livello e le utilizza in modo spregiudicato". Indagati per concorso in traffico di influenze anche Carlo Russo, Italo Bocchino e Tiziano Renzi, che replica: "Falsità"

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È finito in carcere, nel giorno del suo 64esimo compleanno, l'imprenditore campano Alfredo Romeo. L'accusa è di corruzione nell’inchiesta sugli appalti Consip (la centrale di spesa della Pa). Il Gip di Roma, Gaspare Sturzo, nell'ordinanza di custodia cautelare parla di "una lotta imprenditoriale per aggiudicare gli appalti, gestita a suon di tangenti; o attraverso la ricerca di appoggi all'interno dell'alta politica”. Tra gli indagati ci sono anche gli imprenditori Carlo Russo e Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, e Italo Bocchino, ex parlamentare di An e Pdl e consulente di Romeo: devono rispondere di concorso in traffico di influenze.

 


Un'indagine nata a Napoli - Romeo, secondo l’accusa, avrebbe dato 100mila euro (ora sequestrati) all'ex dirigente Consip Marco Gasparri per acquisire “l'asservimento della sua funzione”. Romeo, scrive il Pm, “ha conoscenze istituzionali ad altissimo livello e le utilizza in modo spregiudicato per orientare a suo vantaggio l'agire della pubblica amministrazione”. Marco Gasparri è ora indagato a piede libero. L'arresto di Romeo è l'ultimo sviluppo di quella parte di indagine, nata a Napoli e trasferita nella capitale per competenza. Stando alle indagini della Procura di Roma, le prime dazioni risalgono al 2012; a partire dal 2013 sono diventate mensili. 

 

Russo e Renzi “si facevano promettere” soldi. La replica: falsità - Nell'inchiesta sono indagati per traffico di influenze anche Tiziano Renzi, padre dell'ex premier, e l'imprenditore Carlo Russo che, stando al decreto di perquisizione, "si facevano promettere somme di denaro mensili da Romeo, sfruttando le relazioni tra Tiziano Renzi e Luigi Marroni, ad di Consip". "I fatti addebitati a Tiziano Renzi, sono del tutto insussistenti - dichiara l'avvocato Federico Bagattini, legale di Tiziano Renzi - non avendo mai chiesto soldi né alcun'altra utilità all'imprenditore Romeo e non avendo promesso alcuna forma di interessamento, in effetti mai avvenuta, nei confronti del Sig. Luigi Marroni e/o Consip. Tiziano Renzi comunica di essere stato esclusivamente destinatario di invito a presentarsi per rendere interrogatorio, notificato in data 16 febbraio 2017". 

Una posizione ribadita dallo stesso Tiziano Renzi: "Nessuno mi ha mai promesso soldi, né io ho chiesto alcunché. Ho 65 anni e non ho mai avuto un problema con la giustizia per una vita intera fino a due anni fa, quando sono stato indagato e poi archiviato dalla procura di Genova".

 

Lotti: “Tranquillissimo” - Nell’inchiesta Consip è coinvolto anche il ministro dello Sport Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto d'ufficio. “Sono tranquillissimo”, sono state le sue uniche parole.

 

Consip: "Azienda trasparente" - L'operato della Consip "è stato, e continua a essere, improntato alla massima correttezza, trasparenza ed efficacia. Il lavoro quotidiano continua per il raggiungimento degli obiettivi governativi e di risparmio per il Paese - afferma in una nota l'amministratore delegato della societò, Luigi Marroni - In merito alle inchieste in corso, si ripone massima fiducia e collaborazione nell'operato degli inquirenti". 

Una lotta imprenditoriale per aggiudicarsi gli appalti che, a detta degli stessi indagati, “sembra essere gestita a suon di tangenti” o attraverso la “ricerca di appoggi all'interno dell'alta politica”. Sono queste le parole che usa i