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Napoli, “furbetti” obbligati a lavorare per non svuotare l’ospedale

Cronaca

Il giorno dopo il blitz al “Loreto Mare”, l’attività nel nosocomio campano va avanti anche grazie al lavoro dei dipendenti posti ai domiciliari ma costretti dal giudice a garantire la continuità dei servizi sanitari

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Il giorno dopo il blitz contro i furbetti del cartellino all’ospedale “Loreto Mare” di Napoli (FOTO), l’attività nel nosocomio va avanti regolarmente. E questo anche “grazie” all’ordinanza applicativa delle misure cautelari, nella quale il giudice ha obbligato 50 dei 55 lavoratori posti agli arresti domiciliari a recarsi ugualmente sul posto di lavoro per garantire i servizi sanitari.
Nei prossimi giorni i dipendenti saranno interrogati: verranno sentite per prime le persone poste ai domiciliari e successivamente solo gli indagati (oltre 90). 

Camusso: "Dov'erano i dirigenti?" - Intanto sul caso è intervenuta anche il segretario della Cgil Susanna Camusso, che ha però puntato il dito sui dirigenti. "Tre anni di indagini della magistratura e la direzione dell'ospedale dov'era in tutto questo tempo?”. "Non c'è dubbio" - ha però sottolineato il segretario - che questi dipendenti hanno screditato tutti i loro colleghi, che sono la stragrande maggioranza che fanno un lavoro sacrificante e di cui nessuno parla".  

Di Maio: "Istituzioni diano buon esempio" - Per il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, "fa bene allo Stato che si scoprano i furbetti del cartellino, ma spero che le istituzioni dello Stato diano l'esempio il più possibile".
Di “fatti indegni” ha parlato anche l’Ordine dei medici della Campania: “Episodi simili danneggiano i cittadini/pazienti e il rapporto di fiducia che questi hanno con chi è chiamato ad assisterli".

Le parole del procuratore D'Avino