COVID, il punto in Valle d'Aosta

Valle D'Aosta
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Presidente Lavevaz, nuove restrizioni a causa dei non vaccinati

La Valle d'Aosta passa in zona 'arancione'. I dati degli ultimi giorni hanno spinto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ad aumentare le restrizioni nella regione alpina per contenere la diffusione del Covid-19 dopo il boom di contagi di inizio 2022.
    Situazione 'delicata' che è confermata anche dal monitoraggio settimanale Iss: la Valle d'Aosta registra l'incidenza più alta di 'positivi', toccando il valore di 3.087,3 casi per 100.000 abitanti. Inoltre detiene anche un altro 'primato', che riguarda l'occupazione per pazienti Covid nei reparti di area non critica salita al 53,5%.
    Se la zona 'arancione' non comporta particolari ripercussioni sulla comunità - almeno per i vaccinati - diverso è lo scenario che si aprirebbe in caso di passaggio alla 'zona rossa'. E' una questione di numeri e basta poco per cambiare in una piccola realtà come quella valdostana: ad oggi sono sei i casi Covid ricoverati in terapia intensiva (uno è arrivato in ospedale per un politrauma e poi si è scoperta la sua positività) e con altri cinque si finisce in 'rosso'. "Basta un grave incidente stradale che coinvolge dei positivi e qui chiudiamo tutto" si fa scappare un medico.
    La 'zona rossa' è lo spettro che aleggia sulla regione alpina. Un ritorno al 'lockdown' avrebbe delle gravissime conseguenze sull'economia regionale, a partire dall'industria del turismo invernale che a fatica sta cercando di ripartire dopo un anno di stop. Il presidente della Regione, Erik Lavevaz, non ha dubbi: "L'attenta analisi dei dati relativi ai ricoveri ci porta a riflessioni severe nei confronti della scelta di non vaccinarsi. Emerge infatti che della totalità dei positivi Covid curati nel nostro nosocomio la stragrande maggioranza (42 persone) o non ha il vaccino oppure è vaccinata in maniera inefficace (da più di 120 giorni). Colpisce in particolare che quasi tutti i pazienti Covid in terapia intensiva non abbiano ricevuto il vaccino". "Quella di non vaccinarsi - prosegue - è una scelta di pochi, che però può avere gravi conseguenze per tutti. La situazione della Valle d'Aosta ne è purtroppo l'esempio lampante: la situazione ospedaliera sarebbe radicalmente diversa se tutta la popolazione fosse vaccinata".

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