Regione, in Valle d'Aosta torna a soffiare aria di crisi

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Tornano franchi tiratori e maggioranza va sotto su 'tampon tax'

Non sono state le 'ombre' sulla sanità tratteggiate dalla procura ma è bastata un'apparentemente innocua mozione sulla 'tampon tax' per far soffiare di nuovo aria di crisi in piazza Deffeyes. Mozione firmata dai capigruppo di maggioranza, che è stata respinta grazie ai franchi tiratori, almeno tre ma molto più probabilmente cinque.
    L'operazione è stata 'gestita' dalla Lega, che ha chiesto il voto segreto. Intuito l'andazzo, la maggioranza non ha fatto in tempo a ritirare l'atto ed è andata sotto: 16 voti a favore, otto contrari e 11 astensioni. Inferocito, il consigliere Andrea Padovani (Fp-Pd) accusa i colleghi di "ignavia": "Silenti per tutto il dibattito, hanno vigliaccamente aspettato il voto segreto per affondare una proposta di civiltà". "E' una vergogna, chiederemo conto alla maggioranza di quanto avvenuto" rilancia il Pd. Ancora più dure le consigliere di Pcp Chiara Minelli e Erika Guichardaz, da poche settimane passate in minoranza (ma dicono di aver votato a favore), che parlano di "un oscuro gioco finalizzato solo a delineare nuovi scenari attraverso vecchi e squallidi metodi: ancora una volta l'arroganza e la deriva maschilista di questa maggioranza hanno colpito".
    L'impressione è che il vero obiettivo dell'operazione sia il presidente della Regione, Erik Lavevaz, che deve fare i conti con gli ennesimi 'mal di pancia' nella maggioranza. Gira voce di riunioni, più o meno segrete, per definire il futuro della Legislatura. Non è un mistero che alcuni consiglieri puntino ad una poltrona in Giunta (Ambiente e forse anche Lavori pubblici), altri vorrebbero invece cambiare partner passando dalla 'gauche' alla Lega. In tal senso non sono sfuggiti i 'flirt' in aula. E' comunque probabile che già da oggi tutti i consiglieri di maggioranza giureranno fedeltà al Governatore, ma intanto il messaggio è stato lanciato. E tutto questo non è di buon auspicio per Lavevaz - che ha il pieno sostegno del suo movimento, l'Union valdotaine, ma anche qualche 'frizione' con il gruppo consiliare - alla vigilia della discussione di un bilancio che chiuderà con cifre sopra il miliardo e mezzo di euro e con un aumento sensibile delle spese correnti causa Covid (leggasi meno risorse per investimenti). 
   

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