'Ndrangheta: giudici appello, Sorbara non asservito al clan

Valle D'Aosta
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Depositate motivazioni sentenza Geenna

''Nessun asservimento nelle funzioni pubbliche esercitate alle esigenze del clan risulta dimostrato''. Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Torino nelle 640 pagine di motivazioni della sentenza di secondo grado del processo Geennache il 19 luglio scorso ha assolto l'ex consigliere regionale Marco Sorbara, in primo grado ad Aosta era stato condannato a 10 anni di reclusione. I giudici d'appello hanno però condannato gli altri quattro imputati: 10 anni di reclusione al ristoratore Antonio Raso, 8 anni l'ex consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico e al dipendente del Casinò di Saint-Vincent Alessandro Giachino, entrambi accusati di associazione mafiosa e 7 anni all'ex assessora comunale di Saint-Pierre Monica Carcea, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa.
    Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come Sorbara, ''non è un politico social, ma un politico abituato a relazionarsi con la gente comune, a fare politica porta a porta, probabilmente teso anche oltre l'obiettivo di diventare quel campione 'della calabresità', a cui mostra comunque di tenere parecchio''. E ancora. ''Questa sua impostazione tradizionale, oltre che il consolidato rapporto personale con Antonio Raso, lo portano a essere un frequentatore abituale del ristorante 'La Rotonda' (di cui Antonio Raso è titolare, ndr)''. Per i giudici d'appello non è stato dimostrato la rilevanza penale delle condotte di Sorbara e scrivono ancora come ''l'attività amministrativa dell'imputato è stata messa al setaccio dagli inquirenti, senza che emergessero irregolarità di sorta e men che meno foriere di poter sortire sviluppi in sede penale o contabile''.

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