'Ndrangheta: Prettico al giudice, io non sono un affiliato

Valle D'Aosta
4a33b8dfd41793231650d3274e326dbe

Consigliere Aosta sospeso, "è un fenomeno grave e pericoloso"

"Assolutamente io non appartengo alla 'ndrangheta". Lo ha detto il consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico rispondendo al giudice Eugenio Gramola nel corso del suo esame come imputato nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta nel capoluogo valdostano.
    "Oggi - ha dichiarato Prettico - do un significato grave alla parola 'ndrangheta o mafia. La 'ndrangheta è un fenomeno criminale grave e pericoloso, da combattere, che lede le radici della nostra società a livello culturale ed economico".

'Ndrangheta: Prettico, taglio coda Giachino? Scherzavamo - "Era un contesto di gioco, stavamo scherzando". Lo ha detto il consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico nel corso del suo esame come imputato nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta nel capoluogo valdostano. Il riferimento è all'intercettazione del 30 gennaio 2016 in cui, con Marco Di Donato, presunto capo della locale aostana - condannato a nove anni nel filone torinese del processo Geenna lo scorso 17 luglio - discute della possibilità di tagliare "la coda" ad Alessandro Giachino, anch'egli imputato, ovvero - secondo gli inquirenti - di affiliarlo alla 'ndrangheta.

Nell'intercettazione, fatta ascoltare in aula, si sentono alcune risate. "Dobbiamo vedere che c...o dobbiamo fare con Alessandro oh", dice Di Donato nella registrazione. "Per cosa?", chiede Prettico. "Sto pensando di tagliargli la coda", gli risponde. "No, non è pronto", afferma il consigliere comunale. Il dialogo prosegue e Di Donato afferma: "Non bestemmiare...Ale sa stare a tutti i tavoli". In aula Prettico ha dichiarato: "Non ho fatto altro che tenere una battuta". Ha poi spiegato che "quando ero ragazzino, a 13-14 anni, ero con ragazzina e i vecchi mi fecero la battuta 'Ah Nicola ti tagliarono la coda'". Inoltre "ho detto così perché Alessandro è sempre stato un grezzo".

'Ndrangheta: Giachino, amico di Laurent Viérin da 30 anni  - "Con Laurent Viérin comunque c'è un'amicizia datata diciamo, si parla di 30 anni di conoscenza, non si parla di un'amicizia nata per le elezioni o un'amicizia come si vuol far passare solo per uno scambio di voti, è un'amicizia che si parla veramente di anni". Lo ha detto in aula Alessandro Giachino, già dipendente del Casino di Saint-Vincent, imputato per associazione a delinquere di stampo mafioso, durante il proprio esame nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta ad Aosta. "Laurent Viérin - ha dichiarato Giachino al pm della Dda di Torino Valerio Longi - è un mio grande amico. Abbiamo qualche anno di differenza, tre o quattro anni in più. Ci conosciamo dall'età di 13-14 anni, mia madre ha guardato sua nonna, io sono stato con sua madre nel '98 per un mese e mezzo a casa sua, che mi cucinava sua madre, per il motivo che stavamo facendo dei lavori ed eravamo in Francia, a Bourg-Saint-Maurice".

"Capitava sovente - ha proseguito - che con Laurent ci vedevamo con degli aperitivi, al suo bar, è capitato che abbiam mangiato qualcosa assieme". Durante l'indagine Egomnia, sui presunti rapporti tra la locale e alcuni candidati alle ultime elezioni regionali in Valle d'Aosta, i carabinieri hanno documentato un incontro, il 4 maggio 2018, tra l'allora presidente della Regione Laurent Viérin e Roberto Alex Di Donato, organizzato a casa di Alessandro Giachino. Roberto Alex Di Donato per gli investigatori era tra gli esponenti di vertice della locale di 'ndrangheta di Aosta e lo scorso 17 luglio è stato condannato con rito abbreviato a cinque anni e quattro mesi di reclusione nel processo Geenna con rito abbreviato che si è svolto a Torino.



Aosta: i più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24