Lavevaz, da Proment nè odio nè sessismo

Valle D'Aosta
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Dopo reazione Emily Rini a intervento in Conseil federal

"Non c'era nulla di sessista o concetti 'pieni di odio e cattiveria' nelle parole di Laurette Proment, ma solo una riflessione di opportunità politica". Lo scrive, in una nota, il presidente dell'Union valdotaine, Erik Lavevaz, all'indomani della polemica sollevata dalla consigliera regionale Emily Rini.
    "Ognuno è responsabile di quello che dice ma solo se questo viene riportato in maniera corretta" ha aggiunto, precisando: "Laurette Proment durante il Conseil Fédéral ha fatto un intervento sulla situazione attuale a Palazzo Regionale, sottolineando l'inopportunità politica di una costituenda nuova maggioranza intorno all'Uv che veda protagonista, con cariche di governo, chi ha utilizzato il nostro Movimento per essere eletta, lasciandolo e rilegandolo all'opposizione ancora prima dell'apertura del Consiglio Valle. Per evidenziare poi come, secondo il suo punto di vista, Emily Rini dovesse fare un passo indietro ha usato un accostamento al ruolo di mamma della consigliera, peraltro in maniera delicata".

Proment precisa dichiarazioni, nessuna valenza sessista - "Non ho mai pronunciato le parole inopinatamente attribuitemi, complice anche il fatto che sono state pronunciate in francese. Il mio intervento verteva sui nuovi assetti di maggioranza che si vanno delineando in Consiglio Regionale e sul ruolo che in tale contesto ha assunto la Consigliera del gruppo misto Emily Rini, precedentemente fuoriuscita dall'Union Valdotaine per sostenere la maggioranza con a capo Nicoletta Spelgatti". Lo precisa, in una nota, Laurette Proment a proposito delle dichiarazioni attribuitele.
"A tale riguardo nel corso del Conseil Fédéral dell'Union del 22 ottobre 2018 - prosegue - ho affermato, testualmente, che ad Emily Rini '…si dovrebbe al più garantire un posto per il passeggino davanti all'aula del Consiglio Regionale' per censurare politicamente la presunta richiesta, per come riferito dagli organi di stampa, della Consigliera Rini di vedersi assicurato "un posto" nella nuovo Governo, intendendo così non certo deridere o sminuire il suo ruolo di neo-mamma, ma volendo stigmatizzare, peraltro in forma lieve ed ironica, l'abitudine di subordinare scelte che dovrebbero rispondere esclusivamente a valori ed obiettivi politici al riconoscimento di 'posti' di governo; tanto più quando tali richieste provengano da chi aveva precedentemente compiuto scelte di rottura verso l'Union".
"Il riferimento al passeggino - spiega ancora Proment - non assume alcuna valenza sessista e/o di dileggio verso il ruolo delle donne e delle mamme, ma risponde all'obiettivo di traslare metaforicamente su gesti e oggetti di uso comune e quotidiano l'ambizione a "posti" in Giunta; ambizioni che ho ritenuto e ritengo tuttora che debbano essere contrastate; e ciò per ragioni squisitamente politiche e non certo in ragione del sesso o delle occupazioni materne di chi le coltiva".


Rini, ora si parli di politica e si rispettino le persone - "Si parli di politica e di progettualità. Si metta prima di tutto il rispetto delle persone. Chiudo definitivamente questa triste vicenda gridando ad alta voce che per me poter andare al lavoro tutte le mattine spingendo il passeggino di mio figlio è un grandissimo privilegio di cui vado molto fiera!". Così Emily Rini su Facebook a proposito della polemica sulle dichiarazioni in Conseil fédéral dell'Union valdotaine. "Io rispetto assolutamente il giudizio di chi si esprime (anche in maniera molto dura e critica) - aggiunge Rini - nei confronti delle mie scelte politiche. E ci mancherebbe, ne ha tutto il diritto! Quello che proprio non posso tollerare è essere attaccata con battute di bassissimo livello e di pessimo gusto solo perché neo mamma. Chiedo solo un po' di rispetto personale".


   

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