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Clima, allarme dall’Iss: "Solo 20 anni per salvare il Pianeta"

Ambiente
Foto: Archivio Getty

Secondo il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, rimangono soltanto le prossime due generazioni per provare a salvare la Terra. "E' questo il tempo che ci resta per mettere in atto misure concrete, poi potrebbe essere troppo tardi"

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"Due generazioni, ovvero 20 anni, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici (LO SPECIALE) e dagli effetti devastanti che questi avranno sulla salute dell'uomo e dei territori. Poi potrebbe essere troppo tardi". A lanciare l'allarme è Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto superiore di Sanità, che ospita in un convegno alcuni dei massimi esperti in materia. Da questi incontri scaturirà una "Carta di Roma": non una dichiarazione di principio ma una serie di misure concrete da sottoporre alle istituzioni.

Già milioni di morti legati ai cambiamenti climatici

Come ha affermato lo stesso Ricciardi, "già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l'anno, ma saranno milioni nel prossimo futuro se non si agisce subito". Si tratta di un problema che, secondo l’Iss, farà 250mila morti l'anno tra il 2030 e il 2050. Ma oltre ai numeri catastrofici, è la mancanza di cultura sul tema a preoccupare il presidente Ricciardi: "La Carta di Roma sarà prodotta sulla base delle discussioni dei singoli panel - spiega - e sarà molto concreta. Questa iniziativa, insieme alla 'casa della sostenibilità' che realizzeremo all'Iss, servirà a dimostrare che si può agire tutti e subito per invertire il trend dei cambiamenti climatici, le istituzioni in primis ma anche le persone comuni".

"Ogni Paese deve fare la sua parte"

"Il mondo scientifico è compatto nel sostenere che gli effetti sulla salute diretti ed indiretti attesi nel futuro saranno tra i più rilevanti problemi sanitari da affrontare nei prossimi decenni - afferma il presidente dell'Iss - la certezza che oggi abbiamo conseguito sul fatto che il degrado ambientale e i fattori climatici siano correlati all'aumento dei rischi per la salute, deve diventare per noi assunzione di responsabilità a creare una rete globale per vigilare sugli scenari futuri e promuovere una prevenzione che parta da ognuno di noi trasformandosi in uno sforzo corale. Ogni Paese deve fare la sua parte".

La "Carta di Roma"

L'obiettivo del primo simposio internazionale "Health and climate change", che si svolge nella sede dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), è la stesura della "Carta di Roma". L'evento, a cui partecipano 500 ricercatori da 30 paesi, affronta tutte le tematiche legate al rapporto tra salute e clima, dalle malattie trasmissibili e non alla salute degli ecosistemi, dell'aria e dell'acqua. Un appello condiviso anche da Tedros Adhanom Ghebreyesus, il segretario generale dell'Oms. "Se non agiamo subito - ha affermato in un messaggio al simposio - gli effetti saranno catastrofici, e i meno responsabili per i cambiamenti climatici sono i più colpiti".