Somministrò morfina a neonato: infermiera ai domiciliari

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L'operatrice sanitaria della asl di Verona lo scorso marzo avrebbe dato una dose del farmaco a un bambino senza alcuna prescrizione medica. Il piccolo in seguito aveva avuto una crisi respiratoria. L'avvocato della donna: "Adesso è più serena"

Arresti domiciliari per l’infermiera veronese fermata il 3 agosto con l’accusa di aver somministrato della morfina a un neonato, senza alcuna prescrizione medica. L’episodio era avvenuto a marzo e il bambino era andato in crisi respiratoria ed era stato salvato grazie alle indicazioni date ai medici dalla stessa operatrice sanitaria.

Il difensore: "Adesso è più serena"

Il Gip ha accolto l'istanza per i domiciliari presentata dal legale della donna, l'avvocato Massimo Martini, a conclusione dell'interrogatorio di garanzia del 4 agosto. "Adesso è più serena", ha detto il difensore commentando le condizioni della sua assistita e ricordando che l’infermiera si è detta totalmente estranea alle ipotesi d'accusa avanzate in sede di interrogatorio. 

La somministrazione di morfina e le crisi respiratorie

La donna era stata arrestata al temine delle indagini coordinate dalla procura di Verona, sull'episodio avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 marzo scorso, quando un bimbo nato prematuro, ma in procinto di essere dimesso dopo un mese di ospedale, aveva cominciato improvvisamente ad accusare crisi di respiro. All'arrivo dei medici, l'infermiera avrebbe suggerito, per riportare la situazione alla normalità, la somministrazione di un farmaco antagonista degli oppiacei. Il neonato si era così salvato. Le crisi respiratorie, però, come accertato dai medici, sarebbero dipese proprio dalla morfina che l’infermiera avrebbe somministrato al bambino poche ore prima. Secondo le ricostruzioni, nelle ore precedenti all’accaduto, la donna avrebbe tenuto in braccio il piccolo e l'avrebbe definito "rognoso" in presenza anche di altre colleghe.

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