Portella della Ginestra, 70 anni dalla strage del Primo maggio

Portella della Ginestra, una lapide che commemora la strage (Fotogramma)
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Nell'azione criminale del bandito Salvatore Giuliano e dei suoi uomini, contro un gruppo di contadini che volevano celebrare la festa dei lavoratori, morirono 14 persone

Il primo maggio del 1947 Portella della Ginestra - una località montana in provincia di Palermo - fu luogo di una sanguinosa strage. Il bandito Salvatore Giuliano e i suoi uomini fecero una strage: spararono su una folla di quasi duemila persone riunite per la festa del Primo maggio. I morti furono 14 (11 sul luogo della strage, tre in seguito alle ferite riportate). Una trentina i feriti. Il movente della strage non è mai stato definitivamente chiarito.

La dinamica dell'attacco

La folla presente a Portella della Ginestra era composta soprattutto da contadini. Si erano dati appuntamento lì per manifestare contro il latifondismo, a favore dell'occupazione dei terreni incolti. Sull'onda della mobilitazione contadina che si era andata sviluppando in quegli anni le sinistre avevano ottenuto un successo significativo alle elezioni. Fu un atto di violenza terribile, che fu accompagnato in quei giorni dall'assalto a numerose sedi dei partiti di sinistra e a delle Camere del lavoro nel Palermitano. Uno dei sopravvissuti, Serafino Petta, ora 86enne (il padre era un dirigente del Pci e uno dei promotori delle lotte contadine), ha ricordato così l'eccidio: "Fuggivo per evitare di essere colpito. Nella corsa inciampavo sui cadaveri e il terrore cresceva sempre di più". Petta è uno degli ultimi sopravvissuti della strage: "Quella mattina - ha aggiunto - raggiunsi Portella con il corteo che partiva da Piana degli Albanesi. Con me c'era un altro ragazzo, Serafino Lascari. Era per tutti un giorno di festa". 

La ricerca della verità

Dopo 70 anni la completa verità sulla vicenda di Portella della Ginestra non è stata ancora rivelata. Lo ha rimarcato il presidente del Senato Pietro Grasso che ha sottolineato, in un convegno tenutosi a Palermo sull'eccidio, come sia da scoprire "chi ha ordinato quella strage". All'incontro, organizzato dall'Istituto Gramsci siciliano, hanno partecipato storici e studiosi per proporre la rilettura di una delle pagine più oscure del dopoguerra italiano. Tra gli aspetti da chiarire ci sarebbero le eventuali responsabilità degli ambienti politici siciliani interessati a intimidire le masse contadine che reclamavano la terra. L'associazione dei familiari e dei sopravvissuti alla strage di Portella della Ginestra spera che vengano resi pubblici tutti gli atti istruttori relativi al procedimento sui mandanti dell'attacco, istruito negli anni Cinquanta dalla Procura di Palermo: "In quelle carte - affermano - si trovano le ultime e inedite dichiarazioni di Gaspare Pisciotta sui mandanti della strage rese poco prima di essere ucciso nel carcere Ucciardone di Palermo". 

I segretari dei sindacati confederali a Portella della Ginestra

Quest'anno i tre leader sindacali Cgil, Cisl e Uil andranno il primo maggio a Portella della Ginestra. "Quest'anno - ha detto il segretario generale della Cgil - il primo maggio è una data particolarmente importante perché ricade nel 70esimo anniversario della strage di Portella della Ginestra. Si torna a parlare delle origini e del senso, del valore di festeggiare questa data e del ruolo dei lavoratori nel processo di affermazione della democrazia e del lavoro in Italia".

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