Il progetto di Sky per l'inclusione digitale nelle scuole. Ne parlano Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'Innovazione tecnologica, Daniele Cassioli, campione paralimpico di sci nautico e formatore, e Gabriella Greison, fisica e narratrice di meccanica quantistica
“L'intelligenza artificiale fa già parte della nostra vita in maniera preponderante. La stiamo sottovalutando perché sta diventando invisibile: quando una rivoluzione scientifica è veramente importante, diventa invisibile. Come quando entriamo in casa non ci accorgiamo dell'elettricità: ci accorgiamo della sua esistenza quando manca”. Sono le parole di Gabriella Greison, fisica e divulgatrice di meccanica quantistica, ospite al Teatro Gaber durante Live In, l’evento in diretta di Sky Tg24. Durante un incontro sull’inclusione in cui erano presenti anche Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione, e Daniele Cassioli, campione paralimpico di sci nautico e formatore, è stato trattato il tema del rapporto tra intelligenza artificiale e umano.
“La rivoluzione tecnologica che l'intelligenza artificiale porta con sé ci costringe in realtà a ripensare noi stessi - ha affermato Greison - Credo che qualsiasi dimensione tecnologica debba ridimensionare il nostro ego. Lo ha fatto Darwin, lo ha fatto Copernico e adesso lo sta facendo l'intelligenza artificiale, facendoci ripensare a quanto noi siamo sostituibili”.
Ormai l’IA è presente in tutti i settori, anche quelli strategici: dalla sanità ai trasporti, fino alla difesa. Ecco perché è necessario che la politica se ne prenda la responsabilità. “L'AI Act ha avuto successo anche se inizialmente era molto criticato, soprattutto negli ambienti tecnologici, perché veniva definito eccessivamente rigido”, spiega Alessio Butti parlando della normativa Ue sull’intelligenza artificiale. “Per la firma dei decreti attuativi si sono messe tutte in fila le Big Tech, eccezion fatta per Meta. Questo significa che anche per loro, che inizialmente avevano contestato il regolamento, le cose erano cambiate”. Per il sottosegretario era necessario intervenire non solo con codici di condotta ma con regole e sanzioni.
Ma accanto a un interventismo giuridico è necessaria anche una trasformazione culturale. “Sicuramente è un tema che coinvolge tutti, quindi anche chi ha una disabilità visiva - spiega Daniele Cassiolil campione paralimpico e formatore - Pensiamo, per esempio, agli assistenti vocali che abbiamo in casa: queste tecnologie ci mostrano quanto possa essere più semplice la gestione di molte cose. Tra poco non useremo più tastiera e mouse del computer, ma parleremo direttamente con i dispositivi. Da questo punto di vista, per chi non vede ci saranno possibilità in più”.
Rispetto al futuro c’è chi invita a non essere allarmisti. “La paura accompagna qualsiasi tipo di rivoluzione - aggiunge Greison - Anche l'invenzione della lavatrice era accompagnata da messaggi del tipo: ‘Non usatela, porta il cancro’.”. Ma l’essere umano ha sempre costruito strumenti che limitassero la fatica. “Abbiamo delegato la forza ai motori, abbiamo fatto in modo che la memoria potesse essere sostituita dai libri e il calcolo ai computer. Adesso stiamo delegando una parte del pensiero all'intelligenza artificiale. La domanda, quindi, è: quale parte del pensiero dobbiamo consegnarle definitivamente?”.
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