Roberto Bolle marcia con duemila ballerini di trenta stili diversi: "La danza unisce"

Spettacolo
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L’étoile ha chiuso la nona edizione di OnDance, la Festa della danza da lui stesso ideata, con una grande marcia che ha invaso il Castello Sforzesco e il Parco Sempione. Un'iniziativa per sottolineare quanto la danza possa unire le persone ma anche per lanciare un messaggio per ripristinare i corpi di ballo chiusi negli scorsi anni

Duemila ballerini e trenta stili diversi. Tutti insieme in una grande marcia corale con cui si è ha chiusa la nona edizione di OnDance, la Festa della Danza ideata da Roberto Bolle. Una coreografia diffusa che ha invaso il Castello Sforzesco e Parco Sempione per raccontare il valore della felicità condivisa. 


"È veramente meraviglioso, un insieme di ballerini di stili diversi uniti per celebrare la passione e l'amore della danza" sottolinea a Sky Tg24 Roberto Bolle a marcia in corso. "Volevo fare un evento che parlasse a tutti ed è davvero bella la risposta arrivata da tutte le comunità" aggiunge. Poi spiega il senso della marcia: "Il messaggio è quello di unione proprio. Di unire le parti più diverse perché un punto di unione si trova sempre".

 

Infine, l'étoile è tornato sul tema della riapertura dei corpi di ballo che sono stati chiusi negli ultimi anni. Un tema su cui era stato aperto un tavolo con il Ministero che poi si è arenato. "Credo che le compagnie di danza e i ballerini in Italia meritino molto di più, quindi è fondamentale riaprire i corpi di ballo, almeno quelli che erano stati promessi, cioè Verona e Firenze. Bisogna assolutamente proseguire su questa strada, almeno per aumentare le possibilità per i giovani danzatori che in questo momento sono molto poche".