Giornata della Danza, il balletto dedicato a Nureyev censurato in Russia trionfa a Berlino

Spettacolo
Chiara Ribichini

Chiara Ribichini

Lo spettacolo creato dal coreografo Yuri Possokhov con la regia di Kirill Serebrennikov per il Bolshoi di Mosca, che ripercorre il genio e l’arte del danzatore più grande di tutti i tempi,  per la prima volta è uscito dalla Russia, dove, subito dopo l’inasprimento delle leggi contro l’omosessualità nel 2022, era stato censurato. A riportarlo in scena lo Staatsballett di Berlino. Il risultato è stato un successo straordinario tanto da esser già nel cartellone della prossima stagione

C’è il mito, la leggenda, il divo. C’è il carisma con cui divorava il palcoscenico con una semplice entrata. C’è la sua vita, quella di un uomo destinato a cambiare per sempre la storia della danza e a diventare un simbolo di libertà.

C’è tutto in “Nureyev”, il balletto creato dal coreografo Yuri Possokhov con la regia di Kirill Serebrennikov per il Bolshoi di Mosca, che ripercorre il genio e l’arte del danzatore più grande di tutti i tempi. Uno spettacolo che per la prima volta è uscito dalla Russia, dove, subito dopo l’inasprimento delle leggi contro l’omosessualità nel 2022, era stato censurato e tolto dal repertorio perché violava il divieto di “Propaganda di valori non tradizionali”. A riportarlo in scena lo Staatsballett di Berlino. Il risultato è stato un successo straordinario tanto da esser già nel cartellone della prossima stagione.

 

Un balletto di grande impatto e di rara bellezza, costruito anche con un abile uso della recitazione e del canto. Uno spettacolo dal ritmo cinematografico che ripercorre le grandi interpretazioni di Rudolf Nureyev e le sue complicatissime coreografie. Perché, come lui stesso ha insegnato a tutti, la bellezza della danza nasce dal superamento dei propri limiti.

 

Nel ruolo del protagonista si sono alternati David Motta Soares e Martin Ten Kortenaar, che ha danzato anche nel ruolo di Erik Bruhn. Ed è il passo a due che tratteggia la relazione tra Rudy ed Eric il momento più commovente dello spettacolo. Insieme al finale, quando Nureyev ormai gravemente malato di Aids esce di scena tra le Ombre della sua “Bayadère” per dirigere l’orchestra.