VisionQuest, il trailer riporta Paul Bettany e James Spader nei panni di Vision e Ultron

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Marvel svela il trailer di VisionQuest, la serie Disney+ che dal 14 ottobre riporterà Paul Bettany nei panni di Vision e James Spader in quelli di Ultron. Capitolo conclusivo della trilogia iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along, lo show creato da Terry Matalas segue White Vision alle prese con i propri ricordi, l’eredità di Wanda Maximoff e una mente popolata dalle intelligenze artificiali del MCU. Nel cast anche James D’Arcy, Emily Hampshire, Orla Brady e T’Nia Miller.

Marvel ha svelato il trailer di VisionQuest, la nuova serie del Marvel Cinematic Universe che riporta Paul Bettany nei panni di Vision e soprattutto segna il ritorno di James Spader come Ultron, a più di dieci anni dalla sua apparizione in Avengers: Age of Ultron. La serie, creata e guidata da Terry Matalas, debutterà il 14 ottobre su Disney+ e rappresenterà il capitolo conclusivo della trilogia televisiva iniziata nel 2021 con WandaVision e proseguita nel 2024 con Agatha All Along.

VisionQuest, il trailer e una domanda: chi è davvero Vision?

Le prime immagini ritrovano Vision in sembianze umane, impegnato apparentemente a lavorare in un pub. Un collega gli ricorda i tempi in cui frequentava il locale insieme a «quella rossa», evidente riferimento a Wanda Maximoff, interpretata nel MCU da Elizabeth Olsen. Sul legno del bancone sono ancora incise le iniziali “W+V”, traccia quasi archeologica di un amore che Vision non sa più quanto gli appartenga davvero.

«Ero una persona diversa allora», risponde. E in quella frase sembra già esserci la domanda intorno alla quale ruota la nuova serie.

Tornato alla propria forma sintetica, Vision entra infatti in uno spazio mentale dove ricordi, programmi e identità artificiali sembrano convivere. Non deve soltanto comprendere dove sia stato durante gli anni trascorsi dalla sua ultima apparizione, ma soprattutto stabilire chi sia diventato.

Una crisi d’identità che il trailer trasforma in un labirinto digitale ed esistenziale: Vision possiede una memoria, ma avere dei ricordi non significa necessariamente riconoscersi nella persona che li ha vissuti.

James Spader torna nei panni di Ultron

La sorpresa più evidente del trailer è il ritorno di Ultron. James Spader torna a interpretare l’intelligenza artificiale genocida introdotta nel 2015 in Avengers: Age of Ultron, questa volta capace di assumere anche sembianze umane all’interno dello spazio mentale di Vision.

Il loro rapporto sembra assumere toni insieme inquietanti e ironici. Quando Ultron prova sarcasticamente a chiamarlo «papà», Vision gli ricorda che all’interno della sua mente sono ammessi soltanto avatar umani.

Il legame tra i due, tuttavia, è tutt’altro che casuale. Ultron contribuì alla creazione di Vision, progettandone originariamente il corpo sintetico, anche se alla nascita dell’Avenger parteciparono poi Tony Stark, Bruce Banner, J.A.R.V.I.S. e Thor.

Ora l’antica intelligenza artificiale torna come una delle presenze che popolano la coscienza di Vision. E la nuova serie suggerisce che l’androide dovrà non soltanto confrontarsi con il proprio passato, ma anche resistere all’influenza di Ultron.

Da J.A.R.V.I.S. a F.R.I.D.A.Y., le intelligenze artificiali Marvel

VisionQuest sembra così trasformare la storia tecnologica del MCU in una vera popolazione di fantasmi digitali.

Accanto a Ultron compaiono infatti diverse intelligenze artificiali già incontrate nei film Marvel. Ci sono E.D.I.T.H., interpretata da Emily Hampshire, F.R.I.D.A.Y., con il volto di Orla Brady, e J.A.R.V.I.S., qui personificato da James D’Arcy. Nel cast figura inoltre T’Nia Miller nei panni di Jocasta, personaggio storicamente legato, nei fumetti Marvel, al mondo degli androidi e dell’intelligenza artificiale.

La presenza di J.A.R.V.I.S. rende il gioco particolarmente circolare. Paul Bettany aveva infatti debuttato nel Marvel Cinematic Universe proprio prestando la voce all’intelligenza artificiale di Tony Stark nel primo Iron Man del 2008.

J.A.R.V.I.S. sarebbe poi diventato uno degli elementi fondamentali nella nascita di Vision in Avengers: Age of Ultron. In VisionQuest, invece, è James D’Arcy a dare un corpo alla sua personificazione, dopo aver già interpretato Edwin Jarvis in Agent Carter.

White Vision, cosa era successo in WandaVision

L’ultima apparizione live action di Vision risale al finale di WandaVision.

Dopo che Thanos lo aveva ucciso in Avengers: Infinity War strappandogli la Gemma della Mente dalla fronte, Wanda aveva creato all’interno dell’anomalia di Westview una nuova versione dell’uomo che amava, generata attraverso la propria magia e i suoi ricordi.

Parallelamente, S.W.O.R.D. aveva ricostruito il corpo originale di Vision, privato però del suo colore e trasformato nel cosiddetto White Vision, destinato a essere utilizzato come arma.

Nel confronto finale tra le due versioni del personaggio, il Vision creato da Wanda riesce a sbloccare l’accesso ai ricordi conservati nella memoria del suo doppio bianco. White Vision comprende così qualcosa della propria storia e subito dopo vola via, lasciando aperta una delle questioni più importanti rimaste irrisolte nel MCU.

È proprio da quella fuga che VisionQuest riparte.

Vision possiede ora i ricordi della propria esistenza precedente, ma deve ancora comprendere cosa significhino. Perché ricordare di essere stato qualcuno non equivale necessariamente a tornare a esserlo.

Vision, Wanda e il mistero di Tommy

Il trailer riporta inevitabilmente in scena anche l’ombra di Wanda Maximoff e della famiglia costruita a Westview.

Dopo gli eventi di WandaVision, la storia dei suoi figli ha trovato una nuova prosecuzione in Agatha All Along, attraverso Billy, interpretato da Joe Locke.

In VisionQuest entrerà invece in gioco Ruaridh Mollica, che interpreta Thomas, un giovane misterioso strettamente legato a Tommy Maximoff, l’altro figlio di Wanda e Vision.

Secondo la premessa della serie, Vision potrebbe trovarsi davanti alla possibile reincarnazione del ragazzo. Un incontro destinato a intrecciare ancora una volta memoria e identità, mentre una minaccia costringerà i due alla fuga.

Anche qui ritorna la stessa domanda: che cosa rende una persona davvero se stessa? Il corpo, la coscienza, i ricordi oppure il legame con chi l’ha amata?

VisionQuest chiude la trilogia iniziata con WandaVision

Con VisionQuest Marvel porta così a conclusione il percorso cominciato cinque anni prima con WandaVision.

Se quella serie raccontava il dolore di Wanda attraverso l’universo artificiale delle sitcom e Agatha All Along ne proseguiva le conseguenze tra magia, morte e identità, questo terzo capitolo sembra spostare la stessa riflessione dentro una macchina.