Prime Video ha svelato al Comic-Con di San Diego il teaser trailer di Blade Runner 2099, miniserie in otto episodi in arrivo il 25 novembre 2026. Cinquant’anni dopo Blade Runner 2049, Hunter Schafer interpreta Cora, una fuggitiva costretta ad assumere l’identità di una Blade Runner, mentre Michelle Yeoh è Olwen, una replicante con pochi giorni da vivere. In una Los Angeles rinata dopo la vittoria dei replicanti, le due danno la caccia a un fuggitivo che custodisce una verità capace di far crollare la fragile città.
Blade Runner 2099, il teaser con Michelle Yeoh e Hunter Schafer: uscita il 25 novembre
Nel 2099 Los Angeles è rinata, ma non grazie all’umanità. Cinquant’anni dopo gli eventi di Blade Runner 2049, la città è sopravvissuta a una guerra che ha rovesciato l’ordine tra esseri umani e replicanti. I creatori sono diventati cittadini di seconda classe; le creature hanno conquistato il potere.
Prime Video ha presentato al Comic-Con di San Diego il teaser trailer di Blade Runner 2099, miniserie interpretata da Michelle Yeoh e Hunter Schafer. Tutti gli otto episodi saranno disponibili dal 25 novembre 2026 in oltre 240 Paesi e territori.
Le due attrici hanno partecipato al panel nella Hall H insieme alla showrunner Silka Luisa e ai produttori esecutivi Andrew Kosove e Broderick Johnson. Davanti a più di 6.500 fan è stato mostrato il primo trailer del nuovo capitolo della saga fantascientifica nata dal film diretto da Ridley Scott nel 1982.
Il futuro è arrivato. Come spesso accade nell’universo di Blade Runner, però, non sembra particolarmente felice di vederci.
Il teaser trailer di Blade Runner 2099
Le prime immagini introducono una Los Angeles trasformata dalle conseguenze della rivolta dei replicanti. Il conflitto è terminato e gli esseri umani hanno perduto: le creature artificiali sono diventate i nuovi detentori del potere, mentre l’umanità vive ai margini del sistema.
Hunter Schafer interpreta Cora, una fuggitiva che ha trascorso la propria vita cercando di sottrarsi ai Blade Runner. Nel tentativo estremo di smettere di scappare, assume un’ultima identità: proprio quella di una Blade Runner.
Nel teaser Cora appare ferita, catturata e trascinata davanti a Olwen, la replicante interpretata da Michelle Yeoh. Il personaggio di Schafer ricorda che gli esseri umani hanno già combattuto una guerra e l’hanno perduta; Olwen rivendica invece l’inizio di una nuova era dominata dai replicanti.
La vecchia domanda della saga — che cosa distingue un essere umano da una creatura artificiale? — viene così rovesciata. Che cosa resta dell’umanità quando gli uomini non sono più la specie dominante e devono imparare a sopravvivere nel mondo costruito da coloro che avevano creato per servirli?
La trama: Cora e Olwen inseguono un fuggitivo
Cora assume l’identità di una Blade Runner nel tentativo di interrompere una vita trascorsa in fuga. Il travestimento la costringe però a diventare ciò che ha sempre temuto e a collaborare con una creatura appartenente al nuovo ordine.
Al suo fianco viene assegnata Olwen, una replicante alla quale restano soltanto pochi giorni di vita. Insieme devono rintracciare un fuggitivo che custodisce una verità capace di far crollare il fragile equilibrio della città.
La sinossi ufficiale concentra quindi il racconto su un singolo ricercato. La showrunner Silka Luisa ha aggiunto che l’indagine condurrà Cora e Olwen sulle tracce di un gruppo di replicanti ribelli scomparsi. Le due indicazioni potrebbero riferirsi a momenti diversi della stessa vicenda, ma per ora Prime Video non ha chiarito ulteriormente il legame tra il fuggitivo e gli altri replicanti.
Al centro resta una coppia costruita su una contraddizione perfettamente coerente con la saga. Cora è umana, ma per sopravvivere deve fingersi una cacciatrice. Olwen è artificiale, ma deve affrontare la paura più umana di tutte: sapere con esattezza quando morirà.
Una scappa dalla morte assumendo una nuova identità. L’altra non può scappare perché la propria data di scadenza è già scritta.
Michelle Yeoh è la replicante Olwen
Michelle Yeoh interpreta Olwen, una replicante Blade Runner incaricata di partecipare alla ricerca del fuggitivo e dei replicanti ribelli.
Il personaggio conosce il giorno esatto della propria morte e si trova ormai nella fase conclusiva della vita. Silka Luisa ha spiegato che il suo percorso riprende consapevolmente quello di Roy Batty, il replicante interpretato da Rutger Hauer nel primo Blade Runner. Questa volta, però, la storia viene raccontata dalla prospettiva della creatura artificiale.
La durata seriale permetterà di esplorare più a fondo la disperazione di chi non vuole accettare la propria fine. Olwen non si limita ad attendere che il tempo termini: continua a muoversi, indagare e combattere mentre la consapevolezza della morte alimenta una crescente instabilità.
Yeoh porta nel ruolo l’autorità e il controllo che hanno attraversato molte delle sue interpretazioni. Olwen sembra muoversi con sicurezza all’interno del nuovo sistema, ma nessuna posizione di potere può proteggerla dal limite imposto dalla propria natura.
La sua esistenza può essere misurata fino all’ultimo giorno. Ciò che deciderà di farne, invece, resta ancora imprevedibile.
Hunter Schafer interpreta Cora
Cora rappresenta un rovesciamento altrettanto significativo della mitologia di Blade Runner. Non è una replicante che cerca di passare per umana, ma un essere umano costretto a fingere di appartenere alla categoria dei propri persecutori.
Silka Luisa ha descritto il personaggio come una fuggitiva che ha passato la vita cercando di sottrarsi ai Blade Runner. Per continuare a sopravvivere deve ora assumere la loro identità e lavorare accanto a Olwen.
Il prezzo della fuga, tuttavia, è stato molto alto. Secondo la showrunner, la lotta quotidiana ha progressivamente privato Cora della propria umanità. Una delle domande centrali della serie sarà quindi se una persona possa recuperare ciò che ha sacrificato per restare viva.
Il corpo sottile e nervoso di Hunter Schafer diventa il contrappunto alla forza controllata di Michelle Yeoh. Cora non entra nel nuovo mondo come un’eroina destinata a salvarlo: vi arriva ferita, braccata e già compromessa.
Per smettere di scappare deve indossare l’uniforme di chi le dava la caccia. Non necessariamente la soluzione consigliata dai manuali per la gestione dei traumi, ma certamente un ottimo principio per un noir.
I replicanti hanno vinto la guerra
Tra il 2049 e il 2099 è esplosa una rivolta dei replicanti. Il conflitto che covava nei film precedenti si è trasformato in una guerra aperta, terminata con la sconfitta degli esseri umani.
Silka Luisa ha anticipato che nel nuovo ordine i replicanti sono diventati i centri del potere cittadino, mentre gli uomini vengono trattati come cittadini di seconda classe.
Blade Runner 2099 non racconta quindi soltanto un futuro popolato da creature artificiali. Mette in scena una società nella quale queste ultime hanno ereditato il mondo e riprodotto almeno in parte le gerarchie dei loro creatori.
Il cambiamento permette alla saga di spostare nuovamente il confine tra vittime e oppressori. I replicanti hanno conquistato la libertà, ma potrebbero avere ricostruito le stesse strutture di dominio dalle quali desideravano emanciparsi.
La rivoluzione ha cambiato chi comanda. Resta da scoprire se abbia modificato anche il modo di esercitare il potere.
L’estetica “sunshine noir” della serie
Blade Runner 2099 manterrà alcuni degli elementi visivi più riconoscibili della saga: architetture stratificate, tecnologia innestata su strutture consumate e una città composta dai resti di epoche differenti.
La nuova Los Angeles, tuttavia, non sarà immersa soltanto nel buio, nella pioggia e nelle luci al neon. Silka Luisa ha definito l’estetica della miniserie “sunshine noir”, un noir caldo, umido e assolato, ambientato anche sulla costa e nella zona di Santa Monica.
Il film del 1982 aveva immaginato una metropoli notturna e perennemente bagnata. Denis Villeneuve aveva portato Blade Runner 2049 tra neve, nebbia e cieli arancioni. La serie sposta ora l’incubo sotto la luce del sole.
La scelta visiva rispecchia il tema della nascita: una nuova città, una nuova epoca e una società dei replicanti che sta ancora scoprendo la propria identità.
Non è più la fine silenziosa di un mondo, ma l’alba abbagliante di quello successivo. E a volte, per vedere una distopia, non serve neppure aspettare che faccia buio.
Scenografie fisiche e il ritorno degli Spinner
La produzione ha privilegiato per gran parte della miniserie riprese ed effetti realizzati direttamente sul set, costruendo ambienti fisici nei quali gli interpreti potessero muoversi e interagire.
Luisa ha spiegato che questo approccio permette di rendere credibile un mondo molto lontano dal nostro: gli attori possono attraversare gli spazi, toccare le superfici e reagire a elementi realmente presenti durante le riprese.
Torneranno anche gli Spinner, le automobili volanti introdotte nel primo Blade Runner. Alla nuova versione dei veicoli ha lavorato Paul Inglis, già supervising art director di Blade Runner 2049, cercando di farli evolvere senza spezzare la continuità visiva con i film precedenti.
Nella Los Angeles postbellica, automobili, edifici e dispositivi sono costruiti attraverso il riutilizzo di componenti provenienti da oggetti differenti. Una batteria destinata a un condizionatore può così finire dentro un’automobile.
Anche il futuro, evidentemente, pratica il riciclo. Soltanto con mezzi di trasporto leggermente più interessanti.
Il legame con Blade Runner e Philip K. Dick
La distanza temporale consentirà alla serie di introdurre personaggi nuovi. Silka Luisa ha escluso il ritorno di figure come Rick Deckard e l’agente K, spiegando che gli eventi si svolgono troppo avanti nel futuro perché i protagonisti dei film precedenti possano essere ancora presenti.
La showrunner ha lavorato con due figure centrali del franchise: Ridley Scott, regista del film originale, e Michael Green, sceneggiatore di Blade Runner 2049. Entrambi partecipano alla miniserie come produttori esecutivi e hanno contribuito allo sviluppo della nuova mitologia.
Il racconto non sarà costruito soltanto sui due lungometraggi. Gli autori sono tornati anche al romanzo di Philip K. Dick Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, utilizzandolo per ampliare il mondo, ricostruire parti della storia e raggiungere luoghi dell’universo narrativo finora rimasti fuori campo.
Il noir resta il telaio della vicenda. Al centro c’è un mistero che, secondo Luisa, guarderà contemporaneamente in avanti e indietro, collegando il destino dei nuovi personaggi alla mitologia costruita dai film.
Ogni indagine di Blade Runner comincia con qualcuno da rintracciare. Quasi sempre termina scoprendo che il vero ricercato era il significato della parola “umano”.
Il cast di Blade Runner 2099
Accanto a Michelle Yeoh e Hunter Schafer, il cast principale comprende Dimitri Abold, già visto in Hunger Games – La ballata dell’usignolo e del serpente, e Lewis Gribben, interprete di Somewhere Boy.
In ruoli ricorrenti appariranno Katelyn Rose Downey, Daniel Rigby, Johnny Harris, Amy Lennox, Sheila Atim, Matthew Needham, Tom Burke e l’attore italiano Maurizio Lombardi, già presente nella serie Ripley.
I dettagli sui loro personaggi non sono stati ancora svelati. La promozione rimane per ora concentrata su Cora e Olwen, la coppia destinata a guidare lo spettatore attraverso il nuovo ordine della città.
Il loro rapporto sembra costruito intorno a una necessità reciproca più che a una scelta. Una è costretta a diventare Blade Runner; l’altra non ha abbastanza tempo per permettersi di rifiutare una compagna scomoda.
Silka Luisa è la showrunner
La miniserie è guidata da Silka Luisa, già creatrice di Shining Girls, che ricopre i ruoli di showrunner e produttrice esecutiva.
Tra gli executive producer figurano Ridley Scott, Michael Green, Andrew Kosove, Broderick Johnson, Ben Roberts, David W. Zucker, Clayton Krueger, Tom Spezialy, Richard Sharkey, Cynthia Yorkin, Frank Giustra e Isa Dick Hackett.
Jonathan van Tulleken, regista di episodi di Shōgun, ha diretto le prime due puntate ed è produttore esecutivo. Steven Johnson figura come co-executive producer. La serie è realizzata da Amazon MGM Studios e Alcon Television Group, società coinvolta anche nella produzione di Blade Runner 2049.
Il progetto arriva quindi sullo schermo attraverso una squadra che unisce alcuni dei custodi storici della saga a nuovi autori e interpreti.
Una precauzione comprensibile: quando si torna nel mondo di Blade Runner, anche il più piccolo errore rischia di rimanere impresso più a lungo delle lacrime nella pioggia.
Quando esce Blade Runner 2099 su Prime Video
Tutti gli otto episodi di Blade Runner 2099 saranno disponibili dal 25 novembre 2026, in esclusiva su Prime Video in oltre 240 Paesi e territori. La miniserie debutterà integralmente nella stessa giornata.
Cinquant’anni dopo Blade Runner 2049, la saga torna a domandarsi che cosa significhi essere umani. La domanda arriva però da un mondo nel quale l’umanità ha già perduto il diritto di fornire da sola la risposta.
Cora finge di essere una Blade Runner per restare viva. Olwen dà la caccia a un fuggitivo mentre i suoi ultimi giorni scorrono. Intorno a loro, una nuova città cresce sulle rovine di quella precedente.
Il futuro è arrivato. E questa volta potrebbe non avere più bisogno di noi.
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