Pompei: Fuori dal tempo, Tom Hiddleston racconta la serie tv che esce oggi su Disney Plus
Serie TVVisibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick, nel docudrama in tre episodi prodotto da National Geographic l'attore di Loki torna indietro nel 79 d.C. per ricostruire le ultime ore della città romana e ribaltare la narrazione più diffusa: non una storia di morte, ma di sopravvivenza
Prima di diventare il Loki dell'universo Marvel, Tom Hiddleston ha studiato lettere classiche all'Università di Cambridge. È da lì che parte il progetto che lo riporta in Italia, tra le rovine di Pompei ed Ercolano. Pompei: Fuori dal tempo è un docudrama in tre puntate che mescola ricostruzione scripted d'impianto cinematografico e inchiesta documentaristica, firmato da Plimsoll Productions per National Geographic. Con lui, dietro le quinte, c'è Kevin R. Wright, executive producer proprio della serie Loki: una collaborazione che riparte da dove si era interrotta, con lo stesso gusto per i salti temporali ma applicato alla Storia.
Tre destini nelle ore precedenti l'eruzione
Il meccanismo narrativo è semplice ma spiazzante: con un gesto della mano Hiddleston attraversa la soglia temporale ed entra dentro le sequenze ricostruite, muovendosi tra le strade della città come un detective del passato.
Il racconto segue tre figure realmente esistite, identificate grazie alle evidenze archeologiche: un apprendista adolescente, Avianius, che nella catastrofe cerca disperatamente di raggiungere la madre; Julia Felix, imprenditrice di peso nella Pompei dell'epoca, alle prese con la protezione della propria casa; e una misteriosa guardia pretoriana, la cui traccia emerge invece a Ercolano.
Attorno a loro si muove una squadra di archeologi, storici, geologi ed esperti di catastrofi - tra cui una psicologa specializzata nei comportamenti di sopravvivenza - che accompagna lo spettatore in una specie di conto alla rovescia. Le domande sono quelle che raramente si pongono quando si parla di Pompei: perché molti ignorarono i segnali d'allarme mentre i terremoti si intensificavano? Chi decise di fuggire e chi di restare? E soprattutto: quante di quelle persone avrebbero potuto salvarsi? È qui che sta la tesi più forte della serie, secondo cui una parte di chi fu travolto dall'eruzione ebbe concretamente una possibilità di scampare al disastro.
Il passato che diventa presente
Il racconto della catastrofe viene così riformulato: non cronaca di una distruzione, ma dramma umano fatto di scelte impossibili, sacrificio e resilienza. Un'operazione che Hiddleston ha spiegato partendo dal proprio rapporto con l'antichità: "Il mondo antico ha sempre stimolato la mia immaginazione e la mia curiosità, fin da quando ho memoria", ha dichiarato l'attore, sottolineando come visitare Pompei significhi sentire i duemila anni di distanza comprimersi all'improvviso. "Il passato diventa presente; il passato sembra così vicino", ha aggiunto, definendo la città un varco d'accesso alla conversazione tra chi eravamo e chi siamo.
Sul fronte produttivo, National Geographic rivendica la nascita di un formato ibrido. "Lavorare con Tom e Kevin, insieme al team di Plimsoll guidato dallo showrunner Tom Barbor-Might, è stato un processo che ci ha permesso di dare vita a un genere di programmi storici completamente nuovo", ha dichiarato Tom McDonald, executive vice president of Content, parlando di una fusione inedita tra prove concrete e immaginazione.
Il progetto si allarga anche oltre lo schermo: la rivista e il sito di National Geographic dedicano un ampio servizio alle tre città romane sepolte dal Vesuvio, tra analisi del DNA e intelligenza artificiale applicata ai rotoli carbonizzati di Ercolano.
La colonna sonora originale, composta da Aisling Brouwer, uscirà per Hollywood Records il 24 luglio.
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