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House of Cards 6: Ora è il suo turno

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Linda Avolio

Arriva finalmente su Sky Atlantic la sesta e ultima stagione di House of Cards. Claire, la prima Madam Presidente della storia degli Stati Uniti d'America, è sotto attacco da più fronti: da una parte il popolo americano, che la inonda di messaggi di odio e di minacce di morte, dall'altra Annette e Bill Shepherd, due fratelli a capo di un impero industriale che avevano preso certi accordi con Frank e che vogliono che Claire tenga fede alle promesse fatte dal defunto Mr Underwood. Robin Wright domina la scena in questo capitolo conclusivo, che ci terrà col fiato sospeso. Non perdere i primi due episodi, in onda venerdì 2 novembre alle 21.15.

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House of Cards, il riassunto delle prime cinque stagioni

 

House of Cards, stagione 6, episodio 1 e 2: Chapter 66 e Chapter 67

Sono passati 100 giorni dal giuramento di Claire in veste di POTUS, President of The United States, e sono stati giorni difficili. Anzitutto perché una donna deve sempre provare di essere all'altezza anche se ha già dimostrato di esserlo, e poi perché in questo specifico caso c'è un "elefante nella stanza" di nome Frank Underwood.

Ma facciamo un passo indietro: verso la fine della S05 Frank si dimette per evitare l'impeachment; Claire diventa presidente al suo posto ma non gli concede la grazia e non gli risponde più al telefono; Doug si prende la responsabilità della morte di Zoe Barnes e, proprio come il suo idolo, non può fare conto sull'intervento di Claire, che nega la grazia anche a lui; Claire dichiara ufficialmente guerra all'ICO e nomina l'ambiguo Mark Usher come suo vice. Può veramente fidarsi di lui? O è semplicemente costretta a fidarsi di lui?

Tornando al presente, la situazione è la seguente: Frank non era amato dal popolo, ma, a quanto pare, il popolo non ama neanche Claire. La nuova Madam President riceve infatti messaggi di odio e minacce di morte praticamente ogni giorno, ma tira dritto. Sosterrà chi vuole sostenere, firmerà i decreti che vuole firmare, e non si lascerà mettere i piedi in testa da nessuno.

Mark e Nathan Greene sono preoccupati per la sua incolumità, e in occasione del 4 luglio, la festa più importante del calendario statunitense, le suggeriscono di non farsi vedere in pubblico per non rischiare di essere vittima di un attentato. Lei, ovviamente, si rifiuta di farsi intimidire. Il rischio, però, è concreto.

Madam President infatti non ha fatto i conti con Annette e Bill Shepherd, a capo di un impero industriale. I due fratelli sono molto uniti e molto potenti. Erano d'accordo con Frank che sarebbe state fatte certe cose e sarebbero state prese certe decisioni, ma la morte di Mr. Underwood ha cambiato gli equilibri. Bisogna dunque convincere Claire a tenere fede agli impegni presi dal marito defunto, e bisogna farlo utilizzando ogni mezzo. C'è un determinato decreto che dev'essere firmato, e lo sarà, costi quel che costi.

Annette e Claire si conoscono fin da quando erano ragazzine: c'è dunque possibilità di dialogo? Forse. Ma si tratterà di una discussione "senza esclusione di colpi". Gli Shepherd prima tentano di convincere Claire con le buone, ma poi, quando lei rende chiaro che non ha intenzione di essere la marionetta di nessuno, passano all'artiglieria pesante. Molto pesante.

C'è poi un altro membro della famiglia a cui bisogna fare attenzione: l'ambizioso Duncan, il figlio di Annette, che tenterà di mettere in difficoltà Claire e di screditarla mediaticamente con l'aiuto di un'altrettanto ambiziosa amica, Melody Cruz, giornalista recentemente assegnata alla Casa Bianca.

Doug, intanto, dopo essersi preso la responsabilità della morte di Zoe Barnes ha avanzato una richiesta di insanità mentale per non finire in carcere, infatti lo ritroviamo "ospite" di una struttura specializzata in casi come il suo. Ovviamente la sua strada è ancora strettamente intrecciata con quella di Claire, anche perché, come dice il famoso detto, "una mano lava l'altra". E le mani in questioni devono essere lavate a fondo, perché le macchie che rischiano di lasciare sono indelebili. Dopo aver mosso i giusti fili per poter riottenere la libertà e per essere scagionato definitivamente, Doug deve decidere da che parte stare. Dalla parte di Frank, chiaramente. Dunque, alla fine, contro Claire.

Tom Hammerschmidt è deciso a rendere pubblica la verità sulla morte di Zoe e sulle macchinazioni di Mr. Underwood, sempre presente anche se assente, e consorte - perché è impossibile che Claire, l'attuale Presidente degli Stati Uniti, non sapesse nulla delle macchinazioni del marito -, mentre Janine Skorsky si ritrova nuovamente coinvolta negli intrighi di Washington e dintorni.

Presenti anche Cathy Durant, sopravvissuta alla caduta dalle scale causata da Frank, intenzionato a non permetterle di testimoniare contro di lui, l'enigmatica Jane Davis, sempre al fianco di Claire per tirare i fili giusti al momento giusto, e Seth Grayson, che ora però lavora per gli Shepherd.