Francesca Michielin, album Magia Nera: "C'è ancora da lavorare sulle sfumature dell'amore"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Con questo progetto l'artista veneta completa il percorso avviato con Magia Bianca. Il tour teatrale parte l'8 novembre da Trento. L'INTERVISTA

Magia Nera è il nuovo progetto discografico di Francesca Michielin ed è composto da sei tracce e prosegue il percorso avviato con Magia Bianca e ne rappresenta il naturale contrappunto e dunque ora abbiamo Magia Bianca magia Nera. Se il precedente lavoro guardava alla luce, Magia Nera sceglie di attraversare l'oscurità come spazio di conoscenza e consapevolezza. Attraverso sei figure femminili e altrettanti archetipi, Francesca Michielin costruisce un racconto simbolico, spirituale ed estremamente contemporaneo. Francesca in autunno sarà protagonista di uno spettacolo teatrale, non un semplice concerto, ma un vero e proprio racconto sonoro e visivo che porterà nei principali teatri italiani il mondo del concept album, attraverso performer, elementi teatrali e una nuova concezione dello spazio scenico. Sul palco sarà accompagnata dalla sua band, formata esclusivamente da musiciste. Il tour partirà debutta l’8 novembre da Trento.

Francesca partiamo dal tuo viaggio nell’oscurità: come lo hai costruito e quanto è stato complicato tradurre in musica un mondo che pare ancestrale ma che invece vive nell’ombra?
E’ stato molto bello perché mi sono resa conto, anche grazie al pubblico, che in questo mondo c’è chi festeggia i sabba, crede nella magia naturale e in una serie di ritualità che nessuno racconta. Ho scoperto un mondo di persone che si sente rappresentato da queste canzoni ed è emozionante confrontarmi con un universo che già conoscevo ma non abbastanza e ci viene raccontato in modo bigotto mentre è connesso con la nostra tradizione.

Vorrei anche sapere dal punto di vista vocale come ti sei preparata: credo che sia il tuo progetto nel quale utilizzi tutte le sfumature della tua voce, ci sono passaggi quasi lirici, penso a Hexoria.
Sono un soprano leggero. In Italia esistono molti mezzi soprani ma pochi soprani leggeri, ci si chiede non l’aspetto arioso della voce ma quello potente: la voce può dare tante sfumatore.

Viriditas è ispirato alla mistica Ildegarda di Bingen: a lei chiesero consigli, tra gli altri, Federico Barbarossa e Bernardo da Chiaravalle, dunque sacro e profano. E’ attraverso personaggi come lei che si trovano voci e cure per affrontare l’oscurità?
Sì perché viviamo momento storico dove è tutto bianco o nero, giusto o sbagliato, si o no e abbiamo perso quel misticismo fatto di sfumature e contraddizioni della vita che farebbe bene rispolverare. Non bisogna rinnegare le realtà ma vederla come un insieme di fattori interconnessi è importante.

Ammetto che non conoscevo la figura di Katherina Hetzeldorfer di cui parli ne La Mia Ragazza: oggi le donne che scelgono l’amore saffico non vengono più annegate nel Reno ma restano spesso emarginate: è stato difficile trasformare un omicidio in sorellanza? In spunto di riflessione?
Non lo ho trovato difficile, identificare più livelli di lettura nelle canzoni mi piace, fare convivere nello stesso pezzo più sfumature mi piace, aiuta a rendere le canzoni più trasversali. Dunque mi è venuto naturale: Katherina Hetzeldorfer nessuno la cita mai, non esisteva l’omosessualità femminile all’epoca ma ci aggiungo che quel clima repressivo sulle diversità dell’amore c’è ancora oggi e bisogna lavorarci.

La Spada nella Roccia si rifà al mito di re Artù e tu ricorri a Excalibur parlare della difficoltà di accettarsi in amore, di faticare a togliersi l’armatura e mostrarsi per quello che si è. Credi che oggi una delle grandi difficoltà nelle relazioni sia non vedere l’altro, avere uno sguardo che gli passano attraverso?
Il fatto è che non vediamo il prossimo né ci sentiamo visti e questo crea sofferenza. Non voglio attribuire la colpa ai social ma a volte la fragilità fa paura e sui social sembra tutto possibile ma al punto che sconfina nel branding: invece le fragilità hanno tratti mostruosi, al punto che spesso non riusciamo a viverle e superarle.

Citi Stramonio, girasoli, il coriandolo, l’artemisia…hai studiato l’arte della cura attraverso le erbe? E ti chiedo anche se hai approfondito anche la numerologia.
I numeri che cito sono quelli del quadrato magico di Goethe, non ho studiato numerologia per ho approfondito le erbe e dunque le pozioni che si possono preparare.

Chiudo con una doppia domanda su Hexoria: se prendiamo il suo etimo hexe in tedesco significa strega mentre oria è luogo. Quindi casa delle streghe: è dove ci lascia lal fine del viaggio perché siamo pronti ad affrontare l’oscurità?
E’ anche tutto ciò che è fuori dalla società, del disco è il brano più vicino al luogo liminale, è il passaggio di confine: da una parte c’è l’angelo del focolare e dall’altro la strega che è oltre e quel confine lo attraversa e si sposta nelle foreste oscure.

L’altra è riferita al video gioco omonimo: lo studente che pratica la magia in un mondo pericoloso sei tu?
No però il mondo è pericoloso e dunque proviamo a portare magia con la musica.

Cosa puoi anticiparmi del tour nei teatri? Visto che, se non ricordo male, tutto è iniziato anni fa in un weekend a Triora stai valutando di fare una data speciale nel luogo dove sono state condannate, nel Cinquecento, Isotta Stella e le sue amiche baggiure?
Non ci ho pensato, potrebbe essere una idea per l’estate prossima. Il mio sarà uno spettacolo teatrale, voglio sfruttare lo spazio in una maniera diversa rispetto a prima, far vivere alle persone l’esperienza come performance, con elementi visivi; è ripartito in otto atti, la prima è l’ombra, l’ultima la luce e in mezzo ci sono le varie fasi della vita.

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