Venezia Sounds 2026, musica e ricerca non sono mai state così forti, insieme
Musica
Torna Venezia Sounds, torna la musica che aiuta la ricerca. La terza edizione del concerto benefico promosso da Fondazione Giancarlo Ligabue e Medicine Rocks si conferma un appuntamento da non perdere, per stare bene e fare del bene. Da Samuel, che con il Vaporetto Beats ha fatto ballare parte del pubblico, a Elisa, Motta, Emma Nolde e The Zen Circus, tra i protagonisti della serata. Ma anche Morcheeba e Róisín Murphy, voci eteree che hanno reso ancor più speciale questa serata. Il racconto dell'inviata
Quando la musica incontra la ricerca, e condividono lo stesso palco, non c’è nulla che tenga. È quello che si respira a Venezia Sounds, concerto benefico promosso da Fondazione Giancarlo Ligabue e Medicine Rocks, che sabato 24 ottobre ha spento la sua terza candelina. Un momento di incontro in ricordo di Tommaso Cavanna, manager scomparso prematuramente ad appena 45 anni, con un obiettivo chiaro: raccogliere fondi per la ricerca oncologica. Un momento di scambio in cui artisti e pubblico si sono uniti per fare qualcosa di bello e utile per tante persone.
Artisti, musica e beneficenza
Sì: si può fare, anche e soprattutto con un concerto. Con artisti generosi che sposano e sostengono la causa. E con chi si impegna a devolvere il ricavato. Il cuore di tutto è proprio qui: passione, impegno, trasparenza. Caratteristiche che raccontano al meglio Venezia Sounds.
Dai Beats in vaporetto ai concerti alle Tese dell'Arsenale
Una serata che inizia ben prima dell’avvio ufficiale della musica: il primo a scendere in campo, o meglio in vaporetto, è proprio il direttore artistico, Samuel Romano: sul Vaporetto Rosa della Prevenzione, infatti, è il protagonista di un dj set molto speciale. Con il progetto solista L3UM4S!, Samuel è il cuore della tratta tra Giardini Reali/San Marco e Arsenale – Torre di Porta Nuova con un back-to-back con Stefano Fontana aka Stylophonic e Sirioh, progetto di musica elettronica nato dall’incontro di Albi Scotti e Nicola Buttafuoco. Il perfetto riscaldamento per poi dare il via al concerto, iniziato ufficialmente da Emma Nolde. Una giovane cantautrice ma solo anagraficamente perché, per la bravura, è una gigante. Chitarra, voce, canzoni e cuore: Emma ricorda a tutti l’importanza di sostenere la ricerca, e di farlo anche partecipando a Venezia Sounds. Un messaggio che viene ricordato in più occasioni durante la serata da più artisti, tra cui The Zen Circus (come sempre incredibili) e Motta che sale sul palco proprio dopo la cantautrice toscana. Motta e la sua band, musicisti straordinari che portano dal vivo brani che oramai fanno parte della storia di tutti noi. Come del resto quelli di Elisa, una delle voci più belle in assoluto: è quello che conferma anche in questo contesto in cui, anche grazie ad un set acustico, le sue doti di interprete e cantautrice vengono ancor più valorizzate. Ci si sente molto fortunati a poter vivere questi momenti, a cui ne seguono altri, come ascoltare Skye dei Morcheeba e Róisín Murphy, eleganza senza tempo e confini.
Approfondimento
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Il ricavato per la ricerca
Confini, quelli che vengono abbattuti dalla musica e da un appuntamento come Venezia Sounds, il cui ricavato verrà destinato a finanziare gli studi sull’immunoterapia oncologica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e le ricerche biomediche avanzate di VIMM-Veneto Institute of Molecular Medicine.
Non solo un concerto, ma una bellissima realtà
Venezia Sounds non è solo un concerto: è una realtà. Un piccolo universo immaginato, creato e realizzato da chi ha compreso al meglio la forza e le potenzialità di musica e ricerca insieme, un connubio che non ha eguali. Metti Venezia, una delle città più belle al mondo, e desiderosa di creare momenti proprio come questo, con artisti di diverse provenienze. Metti uno spazio come Le Tese dell’Arsenale, ideale per accogliere persone di ogni età per una serata che va ben oltre il concerto, ma che può fare del bene. Anche e soprattutto a chi non è fisicamente lì. Venezia Sounds è musica, beneficenza, attenzione e passione. Ma anche artisti che sostengono una causa importantissima e che credono in questo progetto. Organizzatori e volontari. E un pubblico che, ancora una volta, ci ha fatto capire che musica e ricerca, insieme, non sono mai stati così forti. Sì, si può fare!