Il nuovo progetto di questa inarrivabile artista raccoglie, tra le altre, canzoni che non hanno avuto fortuna ma che secondo lei la meritavano. IL RACCONTO
L’atavica curiosità e l’irrefrenabile desiderio di Mina di spaziare tra generi e stili, di decifrare e declinare linguaggi musicali sono l’anima di Dilettevoli Inedite Eccedenze, il nuovo progetto discografico di questa immensa artista. Parlare di cover è irrispettoso, lei stravolge i canoni e ogni suo album è il frutto di mesi di ricerca. Ecco perché questo lavoro assurge a florilegio che spazia dagli anni Settanta al 2026 quando ha registrato Vento di Passione. Secondo un recente conteggio pubblicato nel libro Mina è di Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro sono millequattrocentoventisette le canzoni registrate e pubblicate da Mina. Complice di Mina in Dilettevoli Inedite Eccedenze è Mauro Balletti per l’immagine. Massimiliano Pani conferma che materiale ce ne è tantissimo e “sicuramente si può andare avanti, ce ne sono ancora tante in un cassetto. Lei ha pubblicato 107 album di progetti suoi, dunque escluse le compilation. Nasce il disco più da collezionista e quello più da fan, questo cammina sulle sue gambe”. Massimiliano Pani conferma che sono arrivate, anche dall’estero, proposte per raccontare la storia della sua vita a al momento non è ancora giunta l’idea: “Ama ancora fare musica, è considerata la più grande cantante bianca e tutti i cantanti giovani hanno chiesto di duettare con lei: in una serie tivù andrebbero raccontate il coraggio e la follia, l’amore e la famiglia: ed è quello che le nuove generazioni vedono in lei. Oggi c'è tanta musica bella più che in altri periodi il problema è che devi andarla a scovare ed è quello che ei fa con piacere. E' un buon momento musicale se hai voglia di cercarla".
Massimiliano Pani, collegandosi alla notizia che ci sono ragazze giapponesi che si truccano da Mina senza averla mai conosciuta ma solo per l’immagine che hanno intercettato, sottolinea che “non fa concerti da 48 anni e non fa televisione da 50, quando ha capito che stava cambiando ha detto basta faccio altro, eppure è sempre attuale perché il suo lavoro è la discografia”. Quello cui ho partecipato, nel tempio del suono della Triennale di Milano è soprattutto un ascolto privilegiato che parte l’ultima nata, quel Vento di Passione inciso a marzo perché “secondo lei mancava questo a completare il progetto: un grande pezzo di Pino Daniele fatto a ballad jazz rallentato e dimostra la differenza tra un cantante e un interprete, la musica è melodramma”. La Mia Serenata, che porta la firma di Jimmy Fontana e Mogol (musica di Gianni Boncompagni e Italo Nicola Greco), è una carezza ed è già un manifesto nel verso “io che posso cantare anche senza voce se soltanto sogno te”. Mina è poi andata a ripescare un brano della tradizione siciliana più profonda che si intitola Carrettieri: “Sono pezzi che sono melodrammi, risalgono al periodo quando dall’Opera si passò al folclore e poi alla canzone italiana. Anche io non la conosceva, fa parte di quelle canzoni che secondo Mina meritano importanza”. Si torna a Pino Daniele con Yes I Know My Way che è un “grande divertissement con tanta musica dentro”. Si passa a Henry Salvador, comico cantante francese che venne in Italia per lavorare nella Rai di Antonello Falqui: il capolavoro si intitola Dans Mon Ile e ascoltarlo fa percepire lo sciabordio della Senna ascoltato rigorosamente dalla Rive Gauche. Massimiliano Pani considera questo disco “un erbario” e con questa immagine evocativa introduce Settembre, un brano di Ivano Fossati che “è una storia d’amore che racconta la storia di due persone che si incontrano e sanno che sarà l’ultima volta” seppur la fiammella della speranza resta accesa col verso finale “chiamami quando vuoi”. L’ascolto accompagnato da Massimiliano Pani termina con la versione flamenco (“Una follia”, commenta) di Eleonor Rigby dei Beatles, pubblicato il 5 agosto 1966: sembra che vada a 78 giri, la voce di Mina è un moltiplicatore di emozioni e di ricordi.