Il titolo in lingala (lingua parlata per lo più nel Congo) significa fratello e la canzone è dedicata a chi continua a camminare nonostante il dolore
Ndeko è un brano che parla di speranza, della forza di rialzarsi dopo le difficoltà e di continuare a correre verso i propri sogni, anche quando il percorso sembra in salita.
Il videoclip racconta il senso di solitudine e di mancanza che ha segnato la mia infanzia, essendo cresciuta solo con mia nonna. È un viaggio nelle mie radici: radici cercate, esplorate e ritrovate nel corso della vita. Attraverso il video ho voluto riscrivere simbolicamente il mio passato. La bambina che ero non è più sola: accanto a lei c’è la famiglia che ho costruito oggi grazie alla musica. Le ragazze del mio coro, Cosmic Vocals, rappresentano quella famiglia scelta che mi ha accolto e sostenuto. Quando mi porgono le cuffie non è un semplice gesto scenico: è il simbolo della musica che ha squarciato la mia solitudine e mi ha letteralmente salvata. Anche la valigia ha un forte valore simbolico: rappresenta mio padre, che non ho mai conosciuto, ma che in qualche modo ho ritrovato attraverso la lingua francese, diventata una parte fondamentale della mia scrittura e della mia identità artistica. Il messaggio finale è un invito a tenere sempre la testa alta, a non smettere mai di correre per inseguire i propri obiettivi e a trasformare il dolore in una forza di rivalsa.
È una dedica alla bambina che sono stata e a tutte le persone che, nonostante le ferite o chi non ha creduto in loro, scelgono ogni giorno di andare avanti. Il titolo in lingala significa fratello, e la dedico a chi continua a camminare nonostante il dolore. Racconto la storia di un fratello immaginario a cui viene insegnato a correre, a non fermarsi, a inseguire la luce anche quando la vita mette davanti ostacoli e ferite. È il racconto di una corsa continua verso la vita, un invito a non abbandonare il proprio cammino e a trovare nella libertà e nell’amore la forza per andare avanti. La storia ci accomuna un po’ tutti: ritrovare la forza, rinascere senza il timore degli ostacoli che incomberanno sempre nel nostro percorso, con la consapevolezza che ogni sforzo non è vano. In un mondo iperstimolato che ci anestetizza e ci rende impassibili davanti all'empatia, il dolore ha ancora un valore: essere propedeutico alla crescita e al potere interiore che ci contraddistingue. La serenità è una conquista, ma il risultato finale è destinato a rimanere per sempre. Il mio vuole essere un atto di consolazione per chi conosce il significato intrinseco della difficoltà, che, per quanto destabilizzante nella maggior parte dei casi, è un punto di ripartenza, di rinascita. In un mondo che ci vuole distanti, in prossimità del nichilismo, sapere che dall’altra parte esista qualcuno disposto ad ascoltarci è un gesto di speranza nei confronti di un’umanità impoverita della sua essenza originaria.
CREDITI:
Diretto da Viviana Iannizzi
Dop Guglielmo Vavoli
Editor/Colorist Guglielmo Vavoli
Scenografia Filippo Trani
Costumi Filippo Trani
Girls : Lucrezia Cesaroni Marika Palluzzi, Azzurra Egidi e Gaia Scuderi
Fotografa di scena Lisa Aline D'Ambrosi
Registrato presso: Cobalto hub