Albert Eno presenta il singolo Hold Me: il video

Musica

Il brano racconta di quegli addii che restano sospesi nel tempo, continuano ad abitare i ricordi e, in qualche modo, continuano a vivere dentro di noi

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

Ci sono addii che non avvengono in un istante. Restano sospesi nel tempo, continuano ad abitare i ricordi e, in qualche modo, continuano a vivere dentro di noi. È da questa immagine che nasce Hold Me, uno dei brani più intimi di II, il mio secondo album. In tutto il disco ho cercato di raccontare il significato della dualità: l'incontro tra due identità, il dialogo tra presenza e assenza, tra ciò che ci appartiene e ciò che siamo costretti a lasciare andare. Hold Me rappresenta forse il punto più fragile di questo percorso. Non è una canzone che parla della fine di un amore, ma di ciò che continua a esistere quando una persona non può più condividere con noi lo stesso spazio e lo stesso tempo.

Mi affascina l'idea che alcuni legami sopravvivano oltre la loro forma. Che continuino a manifestarsi nella memoria, nei gesti mancati, nelle parole che avremmo voluto dire e negli abbracci che non siamo riusciti a dare. Hold Me nasce da questa riflessione. È il desiderio di fermare per un ultimo istante qualcosa che sappiamo già destinato a trasformarsi. Quando ho iniziato a immaginare il videoclip, desideravo che le immagini non raccontassero semplicemente la canzone, ma ne custodissero il respiro più profondo. Per questo il lavoro di Elia Pellegrini è stato fondamentale. Insieme abbiamo costruito un racconto in cui il visibile e l'invisibile convivono senza mai spiegarsi completamente.

Il Parco Naturale di Porto Caleri è diventato il luogo ideale per questa narrazione. Un paesaggio sospeso, attraversato dalla luce, dall'acqua e dal vento, che sembra appartenere a un tempo diverso. La natura non è soltanto uno sfondo, ma una presenza silenziosa che accompagna ogni passo e amplifica il senso di attesa che attraversa tutto il brano. Nel video cammino e canto senza accorgermi di una presenza che sfiora continuamente il mio percorso. Esiste accanto a me, ma appartiene a una dimensione che non posso vedere né raggiungere. Cerca il contatto, prova a colmare una distanza invisibile, mentre io continuo il mio cammino inconsapevole. È proprio in questa impossibilità di incontrarsi che prende forma il cuore del racconto.

Ogni parola di Hold Mesembra inseguire quell'ultimo gesto che non riesce a compiersi. Un ultimo abbraccio, un ultimo istante condiviso, prima che il tempo trasformi la presenza in memoria. Credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano sperimentato quella sensazione sottile di continuare a cercare qualcuno anche quando non è più accanto a noi. Non necessariamente perché sia scomparso, ma perché qualcosa è cambiato in modo irreversibile. È una distanza che non sempre si misura in chilometri o nel tempo trascorso; a volte vive semplicemente dentro di noi. Forse è questo il luogo in cui continua ad abitare Hold Me. Non nella nostalgia di ciò che è stato, ma nella consapevolezza che alcuni legami non finiscono davvero: cambiano forma, si trasformano, e continuano a vivere in quella parte invisibile della nostra memoria che nessuna distanza può cancellare.

CREDITS: 

Regia: Elia Pellegrini

Attrice: Giorgia Faccin 

Musica e Testi: Albert Eno

 

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