Mr Rain: "Essere meno ego riferiti è fondamentale per comprendere chi ci sta vicino"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Sono in arrivo un nuovo disco e il primo tour nei teatri, progetti diretti e sinceri che trasformano l'arte di questo artista in potente essenzialità. L'INTERVISTA

Effetto Michelangelo, Casa in Fiamme e Lunedì Nero sono i tre singoli che ci accompagnano nel nuovo percorso artistico di Mr Rain, all'anagrafe Mattia Balardi: l’artista si prede il tempo necessario per raccontare, attraverso la musica, il suo mondo nel modo più autentico possibile. Inotre tra ottobre e novembre Mr.Rain tornerà live e porterà la sua musica nelle principali città italiane con una serie di concerti per la prima volta nei teatri, per raccontarsi in una veste nuova, più intima e intensa. Il tour è prodotto e organizzato da Friends&Partners e Color Sound e debutterà a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, il prossimo 5 ottobre. L'intervista è stata fatta al Capriccio di Manerba del Garda, ristorante che da oltre un quarto di secolo brilla per la sua stella Michelin.

tassi rain

Mattia partiamo dalla fine cioè da Lunedì Nero, un altro passo verso il nuovo progetto. Quali indizi ci lascia?
Che sto seguendolo una direzione semplice, destrutturata, sintetizzo portando a chi mi ascolta una musica fatta per pura esigenza e portando me stesso come Mattia, senza corazze.

Lunedì vuol dire giorno della luna: il tuo è nero perché ha con sé una eclissi costante e perché ti ricorda quanto “siamo bravi a complicarci la vita”?
Più la seconda opzione, è il mio stile di vita. Amo complicarmi la vita e lo faccio consapevolmente, ho un sacco di sfide da affrontare e dunque voglio crescere per essere migliore

Nel “bridge” dici “ti scatterò una foto mentre sei felice”: ti piace fotografare? Ti piace fermare momenti della tua vita che rivisti tra qualche tempo saranno speciali?
E’ una mia promessa fatta quest’anno in cui mi sono allontanato da tutta la scena, mi sono preso un anno per vivermi la vita, ho fatto delle vacanze e rallentato il modo di lavorare perché ne avevo bisogno;da introverso parlo solo tramite le canzoni.
 

Nella cover ci sei tu con i tuoi cani e alcuni vecchi dvd: Memento, Kill Bill, Inception, Fast & Furious, Fight Club, Bohemian Rapsody: casuali o scelta precisa?
Casuali ma tanti di quei film sono tra i miei preferiti, tipo Memento per me è tra i migliori in assoluto.

Parlami del tuo rapporto con l’Effetto Michelangelo ovvero con quel concetto psicologico secondo cui, in una relazione intima, i partner si influenzano a vicenda aiutandosi a realizzare il proprio sé ideale. Perché gli hai dedicato una canzone?
E’ una visione di mondo migliore, dovremmo imparare a essere meno ego riferiti e capire i bisogni degli altri e fare sbocciare chi ci sta vicino dandogli il nostro aiuto. Il concetto lo trovi anche ne I Fiori di Chernobyl e in Supereroi, quindi se una relazione è sana non solo non metti da parte te stesso ma aiuti l’altra persona a crescere senza invidia.

“Ti ho dato tutto, ma non posso essere un'altra persona” è il grosso problema relazionale di questa epoca? Nel senso che tendi a idealizzare l’altra persona per come la vorresti e non amarla per quello che è.
In parte sì perché se trovi amore puro e sincero l’altra persona non ne raggiunge il livello massimo: nei rapporti occorre pensare solo all’onestà e alla trasparenza, talvolta bisogna lasciare andare le cose per il bene in primis degli altri.

Casa in Fiamme è un brano di spaesamento ma anche di ansia anagrafica: tu dici “però non ho più vent’anni”, Francesco De Gregori in Buffalo Bill diceva “vent’anni ti sembrano pochi poi ti volti a guardarli e non li trovi più”. E’ una soglia così complicata da affrontare?
Vivi le cose in modo diverso, crescendo hai più consapevolezza, sensibilità, esperienza e sei conscio che non potrai più vivere un amore come a vent’anni, sarà sempre più maturo. Il tema sono la nostalgia e la crescita personale. E’ una delle mie frasi preferite.

Sia in Casa in Fiamme che in Lunedì Nero usi come metafora la parola carro armato. Uscendo dal contesto poetico, oggi quando guardi un telegiornale che pensi di questo mondo?

Orribile, triste, ci sono un sacco di violenza e poca empatia, evidentemente sono influenzato da questo periodo storico altrimenti sarebbe surreale che questa parola compaia in due canzoni. Racconto cose che vivo e di conseguenza tutto mi condiziona compreso il periodo storico.

Questo 2026 è un anno di ricorrenze per te: sono i 15 anni del mix tape di debutto Time 2 Eat, i 10 di Supereroe i 5 di Petrichor: facciamo una bella festa?

Sarebbe l’ora, ho talmente corso in questi anni che non mi sono goduto il momento, da tanto faccio questo lavoro e la considerazione c’è ma devo imparare a rallentare il tempo, siamo sopraffatti anche solo dalla pressioni degli altri e siamo proiettati su quello che dovremo fare e non sull’oggi.

A proposito de I Fiori di Chernobyl lì dici 2 “l'odio uccide, forse è vero come dicono
ma so che è da un veleno che nasce un antidoto”: sono parole di speranza attualissime. Credi nelle nuove generazioni? Nei ventenni che hanno riscoperto il valore consapevole e maturo dello scendere in piazza?

Sì credo in loro, alcune delle nuove leve sono attive e aperte rispetto a generazioni passate. Fino a qualche anno fa parlare di salute mentale era un tabù oggi invece se ne parla; personalmente è quello che ho sempre fatto fin dall’inizio e ammetto che un po’ mi spaventava: ora vedo chi lo fa e sono tanti giovani.

Che rapporto hai con la Fede? Sei credente?
Credo nelle persone.

Nella canzone I Grandi non piangono mai usi il concetto di "saremo io e te" ben prima di Sal Da Vinci: ci avevi pensato?
Mai ci ho fatto caso e ore che me lo fai notare ci sorrido

Hai scelto di tornare a vivere dove sei nato, dunque nel Garda bresciano: cosa ti ha riportato alle origini e oggi quanto sono importanti le radici?
Il desiderio di restare in equilibrio con me stesso, di tornare dove sono cresciuto, amo la natura e la tranquillità e questo mi ha dato più equilibrio e più tempo per la mia vita e anche per scrivere quello che vivo.

Visto che siamo ospiti di un ristorante stellato, il Capriccio a Manerba del Garda, quale è il tuo rapporto con la cucina? Sei un bravo cuoco? Hai un piatto forte?

Cucina la mia compagna, io faccio l’aiuto chef. Posso fare una grigliata di carne. Provo a fare la pizza e faccio il brodo.

Infine cosa puoi anticiparmi del disco che verrà e del tuo primo tour nei teatri?
Ovviamente sarà diverso, il teatro lo ho sempre sognato ma in precedenza ci sono state varie dinamiche tra Sanremo e i palazzetti con un album intimo, diretto e di pancia, la dimensione teatro è la migliore perché sei più a contatto col pubblico. Io sono fan del teatro e dell’orchestra, uso tanti archi dunque sto pensando a uno show diverso, voglio creare una atmosfera ad hoc per fare questo racconto. Sono produttore di me stesso, mi seguo in tutto e qui torniamo al concetto di complicarci la vita. Sarà un disco che uscirà prima in italiano e poi in spagnolo ma soprattutto sarà un progetto sincero.

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