Agnese Contini presenta l'album Echi di Umanità con una playlist

Musica

Frutto di esperienze, ricerca sonora e studio, il disco è  il secondo lavoro discografico della musicista salentina ed è composto da nove tracce di chitarra acustica, talvolta in solo e talvolta accompagnata da lap steel guitar, mandolino, banjo o un quintetto d’archi. Parla di sofferenza personale e sociale, di trasformazione intesa come evoluzione sonora o come superamento di una sofferenza e di come spesso il nostro agire si rifletta sulla natura, di cui abbiamo tanto bisogno

 

1) George Harrison: di lui ho sempre apprezzato la scrittura musicale ma soprattutto l’influenza con la musica indiana, lo studio del sitar ( strumento che tra l’altro adoro) che ha sviluppato negli anni ‘60 e il suo interesse verso la trascendenza.
 

2) Sister Rosetta Tharpe: pioniera del rock’n’roll e del gospel. Adoro il suo groove inconfondibile, la sua voce black e graffiante e il modo in cui suonava contemporaneamente la chitarra. Stimo tantissimo il fatto che sia stata fonte di ispirazione di altrettanti grandi chitarristi come Chuck Berry e Elvis Presley.

3) Brian May: chitarrista al quale sono molto affezionata sin da ragazzina. Amo la sua tecnica chitarristica e il suo eclettismo nonché il suo legame con la scienza.

4) Jimmy Page: chitarrista che per me è stato molto influente per il suo stile di derivazione blues e allo stesso tempo molto personale. Ho imparato a suonare la chitarra con le canzoni dei Led Zeppelin.
 

5) Eric Clapton: anche in questo caso amo l’eclettismo di questo chitarrista che ha sperimentato svariati stili e collaborato con artisti molto variegati: dai Beatlesa Luciano Pavarotti fino a Ozzy Osbourne.

6) John Butler: sono molto affascinata dalla sua tecnica chitarristica molto sperimentale e dal fatto che spazi molto dall’uso della chitarra acustica, al dobro e al banjo durante i suoi live. Questa è una cosa alla quale io aspiro moltissimo!
 

7) Marc Knopfler: anche lui chitarrista di profonda ispirazione per me soprattutto per lo sviluppo della tecnica molto personale del three finger picking sulla chitarra elettrica che lo rende riconoscibilissimo.

8) Django Reinhardt: oltre alla bravura e al pregio di aver cambiato la storia della chitarra jazz al suo tempo, ammiro la caparbietà di quest’uomo che nonostante l’incidente alla mano ha sviluppato la sua tecnica andando oltre le difficoltà.

9) Joni Mitchell: oltre ad avere una bellissima voce, ho sempre trovato molto interessante l’uso delle accordature aperte all’interno delle sue canzoni.

10) Simon e Garfunkel: oltre alla complessa abilità chitarristica prettamente folk, di questo duo ho sempre apprezzato il modo delicato ed elegante di fondere le due voci assieme. Sono praticamente inscindibili e ognuna arricchisce l’altra.

Spettacolo: Per te