Ornella Vanoni presenta il nuovo album Unica: allegria, spensieratezza e tanto giallo

Musica

Fabrizio Basso

E' il primo lavoro di inediti dell’artista dal 2013. Prodotto da Mauro Pagani e anticipato dal singolo Un sorriso dentro al pianto, contiene undici tracce e tre duetti, con Virginia Raffaele, Carmen Consoli e Fabio Ilacqua

Eleganza, allegria, spensieratezza e tanto giallo. Queste le quattro anime di Unica, il nuovo album di Ornella Vanoni, in uscita venerdì 29 gennaio per BMG, primo lavoro di inediti dell’artista dal 2013. Prodotto da Mauro Pagani e anticipato nelle scorse settimane dal singolo Un sorriso dentro al pianto (composto da Francesco Gabbani e cofirmato da Pacifico e Ornella) contiene 11 tracce, 3 duetti (con Virginia Raffaele, Carmen Consoli e Fabio Ilacqua, che firma ben 5 brani e ha curato tutti gli arrangiamenti), collaborazioni speciali e straordinarie sorprese, a cominciare da Arcobaleno, la canzone composta per Ornella da Giuliano Sangiorgi, che esce nello stesso giorno come nuovo estratto dall’album, accompagnata da un videoclip girato fra le calli e i canali di una Venezia deserta e dai colori rarefatti. Dino Stewart di BMG: racconta che si tratta di "un lavoro lungo due anni. Sarebbe stato facile giocare con i duetti ma Ornella aveva varie cose da farci sentire e ci è piaciuto il suo spirito coraggioso e avventuriero. Quindi siamo partiti con gli inediti seppure spaventati perché è un rischio aggiungere qualcosa a chi ha fatto cinquanta album e la storia della musica. Unica esce a 60 anni dal debutto su etichetta Ricordi il cui marchio è sulla cover del nuovo lavoro a unire simbolicamente questi due album sigillando un modo speciale che c’era all’epoca a fare dischi. Quando si è sparsa la voce che avremmo fatto un disco nuovo sono arrivati brani da tanti autori e Ornella ha scelto in base a quello che sentiva adatto per lei. E’ un disco che merita del tempo per la sua importanza". Aggiuge Mauro Pagani che è "un disco elegante con la volontà di dire cose profonde e gli autori liberi di dire cose in cui credono. Può essere un disco di bilanci e di sguardo sul futuro".

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Signora Vanoni torna con un disco di inediti.
Sono la prima a stupirmi a pubblicare un disco di inediti a 86 anni e il lavoro è iniziato che ne avevo 84. Credo che non ci siano esempi simili al mondo. I dischi devono nascere dalla gioia.
E’ dominante la scelta del giallo?
Ho una passione per quel colore e in questo momento ho pensato di farlo esplodere perché è luce, gioia e follia.
Ha scelto una frase di Jorge Luis Borges come presentazione.
Lui dice che le cose che mettono allegria sono mare, musica, colore giallo e gli occhi dei vecchi: condivido in toto.
Come ha interagito con gli autori?
Sono stata a cena con Francesco Gabbani, abbiamo iniziato a ridere, è simpaticissimo. Ha mandato un pezzo che non riusciva a chiudere e un po’ io e un po’ Pacifico lo abbiamo completato. Carmen Consoli è stata chiamata da Adele Di Palma e ha scritto questo brano interessante ma criptico. Quando è arrivata Arcobaleno di Giuliano Sangiorgi mi è piaciuta subito: quando parla dell’America, lui terrone focoso, mi viene in mente la gente del Sud.
A Sanremo andrà sola o con Virginia Raffaele?
Non ho alcuna garanzia, aspetto una mail. Non ho pensato a mandare canzoni e comunque non vado più in gara. Per altro non si sa neanche se c’è.
Renato Zero ha scritto Ornella si nasce.
La prima parte è la vita di chi fa questo lavoro, la seconda parte parla di me. Mi aspettavo partecipasse ma non lo ha fatto.

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Il titolo dell’album?
C’è stata una diatriba. Il titolo pensato era Ornella si nasce ma la vedevo come presunzione. Il mio titolo ideale era Essere Ornella, cioè tutto quello che sono stata fino a qua. Ma mi hanno detto che rimandava al film Essere John Malkovich. Ho obiettato che ci sono anche un mucchio di Unica. Comunque non c’è il titolo sulla copertina per non sciupare la bellezza del giallo.
Quale è il pregio di Fabio Ilacqua, sua ombra in questo lavoro?
E’ la prima volta che arrangia e dietro agli arrangiamenti c’ero io. Sono andata subito da lui a Varese dove vive: fa il contadino, dipinge, amiamo gli stessi libri, ama le foto con occhi chiusi o di schiena. Il suo talento viene da una vita diversa e senza telefonino: risponde la mamma e poi lui richiama. Sarebbe interessante per molte donne perché non è mai noioso.
Isole Viaggianti sottolinea il senso di profonda libertà che c’è nel disco.
Lì ci sono i sentieri secondari che ti allontanano dalla strada maestra e ti stupiscono.
Sul disco precedente c’era scritto io mi fermo qui: non è accaduto e in più ha cambiato squadra?
Mai va detta quella frase. Sono stata chiamata dalla BMG e ho proposto Mario Lavezzi ma loro volevano cambiare tutto: ho lottato un po’ poi ho accettato. Con Mauro Pagani si è dato un fiato diverso al progetto.
E’ un disco con tante canzoni belle in contrasto con le notizie che arrivano da fuori.
E' un album tra timore e gioia. Ce ne sono tante di canzoni belle. Il resto mi fa violentemente incazzare poi mi trattengo se no mi viene un ictus o un colpo al cuore, non si può avere non politici al governo che ci vedono come matti. Giocano a birilli, loro sono insicuri e noi più degli altri. Però dico anche che basta una giornata di sole per essere di buonumore.
Quando sarà possibile pensa a un tour?
Posso fare delle serate non un tour.
Ha un desiderio?
Mi piacerebbe fare due concerti con Gino Paoli, a Milano e a Roma. Noi siamo i sopravvissuti. E’ che Gino non si alza più dal divano, spero di convincerlo io. Poi vorrei fare qualcosa con Mahmood.
Come fa con gli abbracci?
Gli amici li stringo, sono persone tamponate, io lo ho avuto e ora sono immune.
L’eleganza può anche essere una gabbia?
E' vero crea anche una barriera tra me e il pubblico, una limitazione. Vorrei andare con le sneakers e l’abito da sera. Ci penso spesso: mi domando se l’eleganza aiuta o allontana. 
Come sopravviviamo?
Manteniamo l’entusiasmo e salviamo la testa!

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