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Sanremo 2020, le pagelle della seconda serata

Musica

Seconda serata e seconde 12 canzoni a Sanremo 2020. E quindi dopo le pagelle di ieri, quando si sono esibiti i primi 12 artisti, ora siamo pronti a valutare quanto avverrà sul palco dell'Ariston questa sera. Intanto la prima serata ha visto imporsi Le Vibrazioni. Pagelle in aggiornamento

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(@BassoFabrizio)

In gara altri 12 artisti in questa seconda serata di Sanremo 2020. Dopodiché avremo ascoltato tutti i brani selezionati da Amadeus e quindi potremo fare le nostre classifiche a repertorio completo. Nell'attesa ecco le mie pagelle della seconda serata della 70ma edizione del Festival di Sanremo.

Piero Pelù - Gigante
Voto 5

E' la sua prima volta a Sanremo in 40 anni di carriera. E' sempre lui, abiti stretti e luccicanti, voce piena...tutto per suo nipote. Mi aspettavo un rock più moderno. E' vero che Sanremo spesso appiattisce ma da un Gigante ti aspetti sempre qualcosa di più. Stavolta ho visto un gigante di argilla.

Elettra Lamborghini - Musica (e il resto scompare)
Voto 4/5

Di certo è un brano che si balla ma la grinta lady Elettra dove la ha lasciata? Mi aspettavo una pantera bianca e mi ritrovo una statua che solo sul finale azzarda un matronale basculamento. Che il vestito sia troppo stretto? Mi sa che col resto scompare anche la musica.

Enrico Nigiotti - Baciami Adesso
Voto 5-

Un figlio dei fiori dark. Già ai pre-ascolti non mi aveva convinto. E continuo a pensarla così anche ora. Per altro dà la sensazione di essere poco convinto alche lui. Eppure fa friggere la chitarra e ha voce ma non decolla.

Levante - Tikibombom
Voto 7

Finalmente arriva un brano coraggioso, che racconta gli ultimi, che racconta chi di una preghiera è l'amen. Si parla di lei per il Premio della Critica...ci sta. Oltre che con la voce canta col corpo, ha una fisicità imponente per la sua magrezza. Forse avrei evitato quel look rosa confetto che fa poco animale stanco.

Pinguini Tattici Nucleari - Ringo Starr
Voto 6+

Arrivano dalla Liverpool d'Italia cioè da Bergamo e poi fiato alle trombe Pinguini. Colorano l'Ariston con la loro energia ma prima del loro Ringo Starr abbiamo avuto una vita da mediano e anche qualcuno che voleva essere Robin. Posso dire che sono bravissimi, che li stimo e li seguo ma stavolta l'hype lo hanno lasciato a Bèrghem!

Tosca - Ho amato tutto
Voto 7-

Sembra uscita da un affresco rinascimentale non fosse per il look moderno e raffinato. Un esempio per tutti. E' sempre troppo tardi per chi non tornerà ma non è mai troppo tardi per chi sa metterci il cuore. E' entrata in questo Festival come una riserva, "acquistata" l'ultimo giorno utile (insieme a Rita Pavone) e in una sera è diventata titolare inamovibile.

Francesco Gabbani - Viceversa
Voto 6/7

Postura da guascone, il ragazzo ci sa fare sul palco. In pochissime parole sa spiegare come si costruisce una bella canzone. Senza pretese ma con sfumature poetiche. E con un ritornello che ci accompagnerà per mesi.

Paolo Jannacci - Voglio Parlarti Adesso
Voto 5

Una canzone protettiva, una canzone per una figlia che va tutelata dalle insidie del mondo. C'è dolcezza nelle parole ma non c'è incisività nell'interpretazione. Eppure io so che il ragazzo a 'sto giro ha messo in campo neanche il 30 per cento delle sue potenzialità.

Rancore - Eden
Voto 7+

Quel piano che apre la sua esibizione sembra zucchero filato ma dura poco perché poi si entra in un mondo distopico dove le parole corrono più della voce. Non è il mio genere ma a me piace perché ha qualcosa da dire. Senza presupponenza ma con convinzione.

Junior Cally - No grazie
Voto 7-

Arriva scortato dalle polemiche ma anche da 40 milioni di visualizzazioni. Ci mette la faccia e un look da militare. Andrebbe ascoltato con attenzione, soprattutto da quelli che fanno la voce grossa solo di nascosto. Atteggiamento marziale, forse è rimasto frenato da giorni di assedio moralistico. Mi aspettavo qualcosa in più. Per i contenuti lo avrei voluto un po' più militante.

Giordana Angi - Come mia madre
Voto 7/8

Una ode alla mamma. Delicata, fatta di quotidianità, di piccoli gesti, di promesse. Una favola al contraria, la figlia che la legge alla mamma. Lei sul palco dell'Ariston è sicura, sembra una veterana. Elegante, anche quando parla pare che urli per la profondità dei sentimenti che tocca. Sembra voglia mangiarsi la platea. Semplicemente perfetta.

Michele Zarrillo - Nell'estasi o nel fango
Voto 5

Visto che è all'Ariston per la tredicesima volta e che il cognome inizia per la zeta...non poteva che essere quello che chiude la saracinesca. Tornerà in hotel con i metronotte. Sul palco ce la mette tutta ma resto dell'idea che è un ottimo pezzo per un Sanremo degli anni Novanta. Oggi è un po' naftalinico.