Nel tepore del ballo, Pupi Avati torna al dramma: trailer del film con Massimo Ghini

Cinema

Presentato al BIF&ST al Teatro Petruzzelli, Nel tepore del ballo segna il ritorno di Pupi Avati al dramma intimista. Il film, con Massimo Ghini e Isabella Ferrari, racconta la caduta di un celebre volto tv travolto da uno scandalo e il confronto con passato, amore e identità. Al cinema dal 30 aprile

C’è sempre qualcosa di profondamente malinconico nel cinema di Pupi Avati.
Una malinconia che non è mai disperazione, ma piuttosto una forma di memoria che ritorna, come una musica lontana.

Con Nel tepore del ballo, presentato al BIF&ST al Teatro Petruzzelli, il regista torna al suo territorio più intimo: quello delle vite incrinate, delle seconde possibilità e dei sentimenti che arrivano quando non li si aspettava più.

Il trailer del film — appena diffuso — restituisce subito questa atmosfera: immagini sospese tra Roma e Jesolo, luci morbide, volti segnati dal tempo e da ciò che non è stato.

La trama: la caduta e il ritorno

Al centro della storia c’è Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo all’apice del successo.
Un uomo abituato a vivere sotto i riflettori, a controllare la narrazione della propria vita.

Poi, improvvisamente, la caduta.

Uno scandalo finanziario lo travolge, incrinando non solo la sua reputazione pubblica ma anche la percezione che ha di sé. Ed è proprio in questo momento di frattura che il film si apre davvero.

Perché Nel tepore del ballo non è tanto il racconto di uno scandalo, quanto quello di un ritorno:
alla memoria, alle origini, e soprattutto a ciò che si è scelto di perdere.

Tra il lutto precoce dei genitori e un amore sacrificato in nome della carriera, Gianni è costretto a fare i conti con le grandi domande della vita:
cosa resta quando crolla tutto?
E si può davvero rinascere?

Un cast tra cinema e immaginario popolare

A interpretare Gianni Riccio è Massimo Ghini, volto perfetto per incarnare il fascino e le crepe di un uomo pubblico.

Accanto a lui, un cast che mescola intensità e memoria del cinema italiano:

  • Isabella Ferrari è Clara
  • Giuliana De Sio è la misteriosa “Morta”
  • Lina Sastri interpreta la zia
  • Sebastiano Somma è Morè, l’amico di sempre

Completano il quadro Pino Quartullo, Morena Gentile, Manuela Morabito e la presenza di Raoul Bova.

Curiosa — e perfettamente avatiana — anche la scelta di inserire nel film Bruno Vespa, Jerry Calà e Pascal Vicedomini nei panni di loro stessi, in un gioco tra realtà e finzione che riflette il mondo dello spettacolo raccontato sullo schermo.

Il tema: il rinnamoramento secondo Avati

“Il racconto che vi proponiamo è incentrato sul rinnamoramento”, spiega Pupi Avati.

Ed è proprio questa la chiave del film.

Non un amore giovane, esplosivo, ma qualcosa di più fragile e insieme più profondo:
un sentimento che nasce nel momento in cui si prende coscienza del tempo che passa.

Il rinnamoramento, per Avati, è quasi un atto di resistenza.
Un modo per non lasciarsi definire dal fallimento, dalla vecchiaia, dalla perdita.

E nel trailer questa idea si percepisce chiaramente: nei silenzi, negli sguardi, nei luoghi attraversati come se fossero ricordi.

Tra Roma e Jesolo, un cinema della memoria

Le ambientazioni giocano un ruolo fondamentale.

Roma rappresenta il palcoscenico della notorietà, della costruzione pubblica dell’identità.
Jesolo, invece, sembra essere il luogo del ritorno, della verità, forse anche della possibilità di perdono.

È in questo contrasto che Avati costruisce il suo racconto, fedele a un cinema che non ha bisogno di effetti ma di emozioni sedimentate.

Produzione e uscita

Il film è diretto da Pupi Avati, con soggetto firmato insieme ad Antonio Avati e Marco Molendini.
La sceneggiatura è di Tommaso Avati e dello stesso regista.

La fotografia è di Cesare Bastelli, le musiche di Stefano Arnaldi, il montaggio di Ivan Zuccon.

Prodotto da Duea Film con Rai Cinema, Nel tepore del ballo sarà distribuito da 01 Distribution e arriverà nelle sale il 30 aprile.