La torta del presidente, clip esclusiva del film rivelazione al cinema dal 18 marzo

Cinema

Una clip esclusiva de La torta del presidente, il film di Hasan Hadi premiato a Cannes con la Caméra d’Or e il Premio del Pubblico. Ambientato nell’Iraq degli anni ’90, racconta la storia della piccola Lamia, costretta a preparare una torta per il compleanno di Saddam Hussein. Un viaggio tra infanzia, guerra e amicizia, tra momenti di tensione e poesia. nelle sale italiane dal 19 marzo, distribuito da Lucky Red

Una fiaba tra guerra e infanzia

Arriva in esclusiva su Sky TG24 una clip de La torta del presidente, il sorprendente esordio del regista iracheno Hasan Hadi, premiato al Festival di Cannes con la Caméra d’Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs .

Un film che si muove sul filo sottile tra racconto di formazione e memoria storica, trasformando una storia minima – preparare una torta – in un viaggio emotivo dentro un Paese ferito.

La storia: una torta che diventa destino

Siamo nell’Iraq degli anni ’90, tra guerra, sanzioni e sopravvivenza quotidiana. In tutte le scuole è imposto un rituale assurdo e simbolico: preparare una torta per il compleanno del Presidente Saddam Hussein.

Quando la piccola Lamia, nove anni appena, viene scelta contro la sua volontà, inizia un’odissea inattesa. Con il suo amico Saeed e un gallo come improbabile compagno di viaggio, attraversa città e paesaggi alla ricerca degli ingredienti necessari, tra incontri buffi, pericoli reali e piccoli miracoli quotidiani .

Una clip che racconta il cuore del film

La clip esclusiva anticipa perfettamente il tono dell’opera: uno sguardo infantile che osserva il mondo degli adulti con stupore e paura, dove ogni gesto – anche il più semplice – può diventare una prova di coraggio.

È proprio qui che il film trova la sua forza: nella capacità di trasformare una storia personale in una parabola universale, dove l’amicizia e la resilienza diventano strumenti di resistenza.

Il cinema come memoria e resistenza

Hasan Hadi costruisce il film partendo dai propri ricordi d’infanzia vissuti sotto il regime, scegliendo di raccontare non tanto la politica quanto le persone, i legami, la vita quotidiana .

Il risultato è una favola realista, capace di mescolare umorismo e dramma con una delicatezza rara, restituendo un’immagine dell’Iraq lontana dagli stereotipi e profondamente umana.